Argomento del post: omosessualità. Esatto.
È che oggi abbiamo fatto un’assemblea d’istituto sul tema. E abbiamo guardato un film che ho da un sacco di tempo ma che ancora non mi ero decisa a guardare: Milk.
…santo cielo, credo sia appena diventato uno dei miei film preferiti!
Davvero, se non l’avete guardato fatelo al più presto.
Innanzitutto per il personaggio. Io Harvey Milk non l’avevo mai sentito nominare prima, lo ammetto. E invece adesso il suo nome è subito collegato, nella mia mente, a un uomo – un uomo vero - pieno di coraggio, un uomo che avrebbe avuto tutta la mia stima, un uomo che è stato assassinato ingiustamente (come la maggior parte delle persone che in questo mondo tentano di fare del bene).
Guardatelo anche per il film stesso, che è fedelissimo agli eventi realmente accaduti e che in generale è fatto benissimo, per quanto io possa intendermene di cinema e di realizzazione di un film.
Se siete donne guardatelo anche per gli attori, perché…non vorrei sembrare un’oca, ma…ecco…c’è una montagna di fighi in quel film!! Anche se interpretano dei gay sono comunque arrapanti.
Che poi alla fine scopri che tutta quella gente è esistita davvero, che sti tipi anche se non erano esattamente uguali agli attori erano comunque molto simili e che alcuni sono ancora vivi, e che sono davvero degli attivisti (vedi Cleve Jones e il suo NAMES Project AIDS Memorial Quilt).
Guardatelo per sconvolgere tutto quello che pensavate sui gay. Cioè, io per esempio facevo molta fatica ad associare l’omosessualità all’amore, e invece in questo film di amore ce n’è veramente un sacco.
E soprattutto guardatelo per rifletterci su. Per riflettere su quanto male hanno subito gli omosessuali e tutte le altre minoranze in quel periodo e in quel luogo e in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Per chiedervi se sia giusto che in 78 Paesi l’omosessualità sia ancora considerata un reato (e in 7 di questi punibile con la morte!), alla vigilia del 2011, quando poi ci vantiamo di essere gli animali più avanzati, gli unici animali con un’anima.
Pazzesco.
L’omosessualità dovrebbe essere vista – perché la è - come una caratteristica qualunque di un essere umano. Neanche dovrebbero servire fior di assemblee e campagne di sensibilizzazione, secondo me, perché queste cose già partono dal presupposto che ci sia qualche problema da risolvere!
E, in ogni caso, “lo tollererai solo in quanto eccezione“, cantava Daniele Silvestri. Ok, ti concedo di essere gay, di essere “un diverso”, purché tu stia nel tuo e non mi ci metta in mezzo.
È un argomento complicato, questo, non ho le parole giuste per parlarne, e non ho ancora opinioni abbastanza solide da esprimere. Ancora non capisco perché tante persone al mondo discriminino altre persone per cose puramente fisiche. Come se io adesso mi mettessi a discriminare le bionde perché le more sono la razza forte. Cioè, non ha senso! L’unica cosa che so è che ogni singolo essere umano ha diritto alla vita e ha diritto alla libertà e ha diritto a tutto quello a cui hanno diritto tutti gli altri, perché o tutti o nessuno.
Mi chiamo Harvey Milk, e sono qui per reclutarvi tutti!
L’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma quand’anche l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di ciò che lo uccide, dal momento che egli sa di morire e il vantaggio che l’universo ha su di lui; l’universo non sa nulla. Tutta la nostra dignità sta dunque nel pensiero. E’ in virtù di esso che dobbiamo elevarci, e non nello spazio e nella durata che non sapremmo riempire.






