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Il mondo mi fa paura. Il futuro mi fa paura.

Ok, lo ammetto, ho una paura folle.

Non leggete se vi sta sul cazzo la gente che si piange addosso

Ultimamente sto usando un po’ troppe parolacce per i miei gusti. Be, effettivamente ascoltare Eminem non aiuta, visto che lui ogni 2-3 parole ci piazza FUCK o FUCKIN’ o MOTHERFUCKER o SHIT.

Ma comunque.

Scrivo questo post per raccontare a qualcuno, o forse a nessun altro che a me stessa, di come sto. Anzi, in realtà io non lo so come sto. Non mi capisco.

Mi sento…totalmente apatica.

Mi rendo conto che di tutte le cotte che posso avere in questo momento nessuna mi interessa veramente. Mi rendo conto che non esco con le amiche da…un’eternità. Mi rendo conto che, non so come, ogni sera ripensando alla mia giornata mi accorgo che non ho avuto un attimo libero ma che non ho fatto nulla di quello che volevo/dovevo. Mi rendo conto che sto diventando pazza, perché ormai sono arrivata a un punto che devo pensare anche per mettere un piede davanti all’altro (altrimenti detto: camminare), e che questo è sbagliato, che non è normale. Mi rendo conto che non sopporto niente e nessuno, e che ho voglia di piangere senza motivo, o forse con qualche motivo che però mi sfugge.

Mi sento sola da morire. Da morire. E questo mi fa paura, mi mette angoscia.

Ho nostalgia dei tempi passati all’ospedale. Ho nostalgia di avere la mia stanza, con una finestra che in qualsiasi momento potevo aprire per guardare fuori e piangere. Ho nostalgia di stare con un gruppo ristretto di persone così sconosciute eppure così mie amiche. Ho nostalgia della persona che ero là, forse non ottimista o allegra ma più…neanche serena o tranquilla, ma più…non lo so. E mille altre cose.

Ho nostalgia di starmene da sola, senza persone del mondo esterno, famiglia, amici, ragazzi: bastavano quelle persone, quegli infermieri, quei dottori. Punto. E lì stavo benissimo. Non che non piangessi mai o non avessi mai paure o angosce, anzi… Ma lì era tutto diverso.

Cazzo, mi viene di nuovo da piangere.

Vecchio importuno

:lol: Oh, ma sapete che l’altra mattina sono stata disturbata da un vecchio importuno?

Cioè io ero lì, anche un po’ scazzata, volevo entrare a scuola un’ora dopo e così ero seduta lì su una panchina ad ascoltare musica deprimente. E niente, sto qua arriva e mi dice qualcosa e io tolgo un auricolare e faccio “Scusi?“, proprio per gentilezza vista l’età. Lui non fa mica tanti complimenti, si siede e comincia a prendersi sempre più confidenza, mi dice “Ti offro un caffé” e io “No, sono a posto” e lui “Dai, dai” e io “Ho detto di no“, ma cazzo, chiedo tanto a voler rimanere in pace per un‘ora????

Poi cosa fa? Si mette a sbaciucchiarmi sulla guancia, tenendomi stretta! Cioè ma io a quel punto ho cominciato a spaventarmi! Cioè…o questo ha dei problemi oppure non lo so!

Fatto sta che io me ne sono rimasta lì senza reagire, finché finalmente, dopo avermi regalato 1€ che io ho prontamente abbandonato sulla panchina e avermi augurato “Buona Pasqua, se non ci vediamo più” (ma chi ti conosce??) e aver detto altre cose da vecchio rompipalle, se n’è andato.

Prima di entrare in classe ho fatto tappa in bagno per lavarmi ben bene la mano e la guancia. Per la prima volta avrei voluto avere l’Amuchina Gel che va tanto di moda e che io ho sempre snobbato.

Mi sta venendo paura sul serio

No ma a me mi sta venendo paura sul serio.

Avete presente quella profezia dei Maya, del 21 dicembre 2012? No, be, io non ci ho mai creduto, ma proprio neanche da lontano.

Però ultimamente ci sono un po’ troppo disastri per i miei gusti. Terremoti di qua, terremoti di là, l’asse terrestre spostato, cambiamenti climatici, e chi più ne ha più ne metta.

La situazione del mondo è sempre più delicata, a tutti i livelli – naturale, politico, umano, … .

Ci sono tutti i sintomi dell’avvicinarsi di una catastrofe. O della cosiddetta “fine del mondo”. Che poi cosa vuol dire “fine del mondo”? Io posso immaginare un terremoto, l’eruzione di un vulcano, un black out mondiale, o anche tutto insieme se volete. Ma la fine del mondo che cos’è? Mi sembra una cosa…come dire…troppo mitologica.

Io c’ho un po’ di angoscia, sì.

Un nuovo capitolo

Era da un bel po’ che non postavo niente in Vicende amorose. È ora di aggiugere un nuovo capitolo.

Dopo 1000 delusioni, 1000 “colpi di fulmine”, 1000 sogni di amori platonici, 1000…insomma, dopo un po’ di fatti vari, ecco che…uno si dichiara! Si dichiara a ME! (Ovviamente per messaggio, perché qui abbiamo a che fare con sedicenni ancora non tanto cresciuti…) E non uno qualunque, bensì uno che mi è piaciuto per diversi periodi negli ultimi tre anni, uno che mi sono sempre pentita di aver rifiutato ogni singola volta che l’ho fatto, uno che però è cambiato molto negli ultimi tempi (e non sono sicura che sia cambiato in meglio).

Morale della favola: domani sera, salvo imprevisti, usciamo un’oretta (miracolo che mia mamma mi abbia concesso così tanto!), teoricamente per parlare di tutto ciò.

E pensare che fino a ieri ero un po’ agitata ma mi aveva sorpreso il fatto che non avessi ancora tentato di prepararmi un discorso. Ma…sapete com’è…nella doccia le mie “rimuginanze” si scatenano. E mi sono ritrovata a preparare un discorso per davvero, quasi senza neanche accorgermene.

E cosa mai gli devo dire in fondo? Be…per esempio devo metterlo in guardia sul fatto che io sono davvero diversa dalle altre, non diversa così tanto per dire. Cioè…a me non piace niente di quello che piace alle ragazze normali della mia età (be forse qualcosina sì…), io odio le feste, odio stare in mezzo a tanta gente, critico tutto e tutti, sto nel mio angolino nell’ombra, esco poco, non sono spontanea, non sono socievole…devo continuare?? Non è autocommiserazione, questa, è solo una presa di coscienza del fatto che io sono vecchia dentro (anche se magari certe volte mi comporto come una bambina di 5 anni). E che dato che lui sta diventando molto superficiale, per quello che ho avuto modo di vedere, non credo di essere in grado di dargli quello che lui vuole da una ragazza.

…Cos’altro devo dirgli ancora? Be…devo chiedergli di essere sincero con se stesso e con me, perché, siccome non sono poi tanto sicura di volermi impegnare proprio ora che sto tirando fuori la mia individualità e non sono tanto sicura che lui sia il ragazzo che va bene per me, non mi va di sprecare il mio tempo con uno che sta con me solo perché sono la prossima sulla lista, la prossima che potrebbe starci facilmente, la prossima con cui potrebbe sentirsi realizzato.

Sì, diciamo che sono un po’ turbata. Perché comunque queste non mi sembrano pure e semplici paranoie.

O forse quello che temo è solo di non essere all’altezza della “me” dei miei sogni. Di aver desiderato troppo qualcosa che poi quando succede mi fa sentire solo goffa e sbagliata e mi fa venire voglia di tornare a rinchiudermi nel mio guscio.

Questi sono bei momenti…

Ma sapete che è la prima volta che guardo un horror da sola di sera tardi e dormo tranquilla per tutta la notte?

[C'è il trucco!!! Prima di andare a letto ho guardato l'ultima mezz'ora di PS I love you! Se no sarei stata sveglia immobilizzata e sudata per le successive 7 ore... Ma non ditelo a nessuno...]

A proposito…avete notato il nome della protagonista? :D

 

AGGIUNTA DELL’ULTIMA ORA Ho dato un’occhiata su Wikipedia, e sapete cos’ho scoperto? Quella che interpreta la bambina-che-non-è-una-bambina psicopatica-che-lo-è-per-davvero, Isabelle Fuhrman, ha solo 12 anni. Cacchio, ha un futuro da attrice davvero! È un ruolo difficilissimo! Io pensavo fosse una ragazzina un po’ più grande che però sembrava più piccola! Invece ha l’età di una mia sorella… Caspiterina…

Api

ODIO le api.

Sono fastidiose.

E pungono.

E’ insopportabile: sembra che compaiano dal nulla all’improvviso. Così ogni volta mi tocca farmi quasi venire un infarto dallo spavento.

 

 

NOTA FINALE: Questo post l’ho inserito con la data in cui mi è venuto questo pensiero strano. Però nella realtà io in questa data mi trovavo ancora nel paesino di montagna (dove tra parentesi non c’era nient’altro che il nulla – ma in compenso c’era un terrazzo stupendo). Perciò niente di strano.