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And so this is Christmas.

Prima di stare a guardare i miei fratellini che mettono giù Gesù bambino nel presepe (quest’anno nessun “cenone” della Vigilia da noi, cena alle 18.45, tutto anticipato e via), prima di farmi la doccia, prima di andare a cantare nel coro della messa di mezzanotte (che forse tra tante cose è la parte più divertente)…colgo l’occasione per rendere noto ai pochissimi lettori rimasti che quest’anno ho chiesto a Babbo Natale di riportarmi indietro me stessa, com’ero prima, prima di non so bene cosa ma prima.

E non ditemi che Babbo Natale non esiste, perché questo vorrebbe dire che sono spacciata!

A tutti voi, tanti auguri di un felice Natale (sempre se è possibile non farsi prendere dai pensieri negativi tra il 24 e il 25 dicembre).

Feliz Navidad… Feliz Navidad…

Sì dai. Dopo tutto è stato un bel Natale.

A parte aver ricevuto regali belli e utili + un’ingente quantità di soldoni, che quello fa la sua parte, la giornata è stata bella. Anche se ha piovuto. Anche se metà dei miei parenti non li sopporto (e per motivi fondati).

Sono stata con la famiglia, e quasi quasi sono anche entrata nello spirito di una vera giornata di festa.

Devo subito postare una poesia che ho appena letto e una canzone che abbiamo fatto cantare ai bambini del coro alla festa di Natale della parrocchia (una festa bella eh, con scenette da morir dal ridere e balletti e canzoni e gag impreviste…)!

La poesia

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

La canzone (che a noi è venuta non così bene – ma tutto sommato, ripensandoci, neanche così diversa – però più spontanea!)

Da notare che per la parte in inglese abbiamo dovuto scrivere a caratteri cubitali su un foglio Ai uonna uisc iu a merri crismas from de bottom of mai art.

Il mio PslA ritardatario

Per chi non lo sapesse, PslA = Post sotto l’Albero, ovvero l’idea che è venuta a Sir Squonk di raccogliere ogni Natale i post natalizi di alcuni blogger (alcuni e poi sempre di più). Io, ad esempio, non lo sapevo.

Mi sono sempre sentita un po’ Scrooge dentro. Ebenezer Scrooge, quel vecchio avaro creato da Dickens più di cent’anni fa, che ha ispirato un sacco di film e che ha dato un nome a quella parte che, piccola o grande, c’è in ognuno di noi.

Inutile dire che il Natale non lo sento per niente. Proprio per niente quest’anno non posso dirlo, perché nevica, e questa neve varrà pur qualcosa.

Però da quando ho scoperto che Babbo Natale non esiste il Natale ha perso via via il suo sapore. Il sapore di festa, il sapore di pandoro, il sapore di risveglio alla mattina prestissimo per aprire i regali, il sapore di vacanze e di avere tutto il tempo per stare a casa in maglione e calzettoni e pantofoloni a giocare…

No. Babbo Natale non c’entra, è solo una mia stupida giustificazione per il fatto che Natale mi sembra un giorno come un altro. La verità è che sono io che ho allontanato queste cose da me. Che non ho più né la voglia né la forza di prepararmi all’evento in una qualche maniera, come invece ancora fanno i miei fratelli, e come facevo io prima. Non ho neanche voglia di comprare regali, anche se comprarli mi piace ancora, solo che i soldi non crescono sugli alberi e il tempo neanche, almeno non dalle mie parti.

Un po’ perché sono piena di rabbia. Rabbia perché sono andata alle superiori, e ho anche cominciato a navigare in rete in modo massiccio, e ho scoperto il mondo. Un mondo che non è come me l’aspettavo. Essere adulti non è tutto sto divertimento.

Un po’ perché odio il buonismo. E a Natale di buonismo ce n’è da vendere. Natale è un’occasione per fare pace, per essere più buoni, per fare un gesto di carità, per essere gentili…poi tutto il resto dell’anno si può anche uccidere, l’importante è non farlo il giorno di Natale. Il che non ha assolutamente senso. Io sono cristiana, e il Natale per me non ha solo il significato di comprare/ricevere regali per/da tutti. Chi pensa che Natale sia un’occasione e non crede nel significato cristiano della festa sta dicendo una cosa senza senso. Chi pensa che Natale sia un’occasione e crede nel significato cristiano della festa sta dicendo ugualmente una cosa senza senso, perché se Natale è un’occasione per fare del bene allora anche gli altri 364 giorni dell’anno dovrebbero esserlo. Così è per me, anche se il fatto di avere 365 occasioni all’anno non vuol dire necessariamente riuscire a coglierne una.

Un po’ perché sto contraendo una forte allergia alle feste, feste di ogni tipo. Tutte le decorazioni & Co. che vedo in giro mi mettono più che altro malinconia. Tra le altre cose, è anche perché non mi va di dover essere allegra quando me lo impongono gli altri, che se ho dei motivi per essere allegra il 2 novembre e dei motivi per essere triste il 25 dicembre non mi va che la gente mi apostrofi dicendo: “E’ Natale, devi essere un po’ allegra!“. Anche questo non ha senso. Sembra che siano poche le cose che hanno davvero senso, qui. Che poi hanno tutti un bel dire “Io il Natale non lo sento più“, “Per me il Natale sta perdendo significato“, “Natale è un giorno qualunque“, però alla fine mi sento apostrofare ogni anno allo stesso modo.

Un po’ perché ho la sensazione che tutta la cornice che si fa intorno al Natale sia un’immensa e infantile pagliacciata. Non lo so perché. Ed è una cosa triste, tristissima, lo ammetto. Ho nostalgia dei Natali che ho passato fino ai 10 anni, di quei Natali che andavano a finire nella classifica dei giorni più belli e più attesi dell’anno.

Allora sapevo molto meno, ma a volte mi dico che preferirei sapere meno ed essere più felice che il contrario. Mi sembra che più so più sono triste.

Ecco, io non lo so di preciso cosa voglio dire con questo post. Non penso che Scrooge il 24 dicembre abbia pensato tutto questo, probabilmente se ne fregava e basta, sempre se era a conoscenza dell’esistenza del Natale. 1 a 0 per me: sono in leggero vantaggio rispetto a lui.

Però poi…come cambia, lui, dopo la visita dei 3 spiriti. Passato, presente, futuro.

Passato: sulla mia infanzia niente da dire. Io ritengo di aver avuto un’infanzia felice. Basta guardare un filmino o una foto qualunque. Anzi, se possibile ho avuto un’infanzia migliore di molte altre persone. Non come Scrooge che era stato mollato dal padre in collegio. Però quanto ad azioni cattive siamo lì. Anch’io ho deluso e fatto del male a molte persone negli ultimi anni, forse non per avarizia ma valgono comunque.

Presente: sul presente…be, da dire ce ne sarebbe eccome, ma è difficile. Sapete, le cose si capiscono bene solo dopo un bel po’ di tempo, riguardandole dall’esterno a mente lucida. Quando ci si è dentro si vede solo un gran casino. Anche se…a parte alcuni periodi di buonumore e a parte le ultime settimane dove in generale il mio umore è stato sempre sul medio-alto, posso affermare tranquillamente che quest’anno sia stato abbastanza negativo. Non tanto per i fatti, ma per il mio comportamento. Però alla fine nel mondo di oggi di persone veramente felici non ne vedo poi tante, come ne vedeva Scrooge il giorno di Natale. Ci sono persone che mi fanno solo pena, e nient’altro.

Futuro: oddio no! Non voglio morire derisa e disprezzata da tutti come Scrooge! A me non succederà, vero? VERO??

Purtroppo da me gli spiriti non verranno mai. No, anzi, non posso escluderlo a priori. Però finora non sono venuti.

Spero solo di riconoscerli quando arriveranno. E di cambiare per davvero, perché di segni ne ho ricevuti tanti, più o meno concreti, in questi 16 anni e mezzo di vita, e molti mi hanno anche scalfito profondamente. Ma mai abbastanza profondamente da farmi cambiare in meglio, e per sempre, senza restare solo ricordi impolverati tra le routine delle pagine di un diario.

Dopo tutte queste elucubrazioni della mia mente strana…è giunto il momento: la signorina Scrooge augura a tutti voi un buon Natale! E non augura altro, se non che questo Natale sia, se non un’occasione, almeno uno scossone per tutti voi, uno stimolo a farsi delle domande e a capire cos’è che veramente volete da questo Natale.

Patapum!

Stamattina stavo andando dal parrucchiere (mmmazza che giorno felice che ho scelto!), e mia mamma mi ha obbligato a mettere i doposci. Questo per darvi un’idea. Però aveva smesso di nevicare, almeno, e c’era uno sprazzo di sole.

Vi giuro, mi sembrava di essere cascata in uno di quei film mielosi che fanno per Natale! Mi aspettavo che da un momento all’altro uscisse fuori dal nulla un vecchio con la barba bianca a dirmi che a Natale si è tutti più buoni! Santi numi…

I pomeriggi alla Charles Dickens

Oggi pomeriggio ero in giro a fare delle commissioni varie. Erano le 17, e c’era già buio.

Parcheggio la bici in una via del centro e mi tolgo le cuffiette dalle orecchie.

E c’era un vecchio, un vecchio con la barba bianca e gli occhiali, secco, sulla sessantina o forse più. Stava suonando il flauto traverso su delle melodie che uscivano da due casse appoggiate per terra dietro di lui. Suonava magnificamente.

…Vi giuro che mi sembrava di essere caduta in un romanzo di Dickens!

Io lo stavo fissando, ma ero dietro di lui, non mi vedeva. All’improvviso si gira, mi guarda e mi fa: “Stasera ho un pubblico stupido!“. Non era rabbia quella, era delusione. Era senso di impotenza di un uomo che vuole cambiare le cose ma non trova nemmeno una persona che stia lì ad ascoltarlo. Non chiedeva soldi, ci ho guardato e non c’era niente per raccoglierli. Quello che chiedeva era che qualcuno si fermasse anche solo per un attimo.

Adesso, già io sono una che proverebbe compassione anche per un assassino (a meno che non sia il mio :D ), ma vedere che nessuno – dico, nessuno – si fermava, nonostante fosse tutta gente che era in giro a cazzeggiare, mi ha fatto proprio male al cuore. Quante di quelle persone che non avevano niente da fare ha alzato gli occhi per cercare Venere stasera? Nessuno. È una domanda un po’ stupida, lo so. Ne faccio un’altra: è proprio così difficile dare un minimo del proprio tempo a un vecchio in frac (che quindi, a meno che non fosse imbottito di pelle di foca, era anche piuttosto infreddolito) che suona in una stradina del centro un buio pomeriggio di fine autunno?

Poi è inutile che appendiate le lucine di Natale per far vedere quanto ci vogliamo tutti bene. Che poi ‘ste lucine adesso che sono spente sembrano più dei pezzi di filo spinato che delle decorazioni natalizie.

Ma comunque.

Io da grande voglio essere come lui: avere il coraggio di mettermi in gioco, di starmene al freddo a suonare musica classica davanti a giovani che ascoltano house&Co. e che magari se lo additeranno ridendo, anche. Come per dimostrare che dalla lunga vita che ho vissuto ho capito qualcosa e che lo voglio esprimere.

Freddo

…Perché a me il freddo mi fa venire voglia di fare, fare, fare. [Quindi immaginatevi quanto posso essere contenta che dal caldo quasi estivo siamo passati al clima polare...]
E vi dirò che oggi pomeriggio a uscire mi è sembrato che fosse quasi Natale (sarà che la scuola ultimamente la vedo più come un parco giochi – e questo vi fa capire quanto lavoriamo – per cui mi sento un po’ in vacanza).