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Felicità

Ci sono alcune cose che vorrei dire. Devo trovare il modo di dirle. Anche perché vi assicuro che non credevo le avrei mai scritte qui, su un blog pubblico. Dopo tante cazzate che ci ho scritto, peraltro.

Be, insomma, oggi sono andata a confessarmi dopo un casino di tempo che non lo facevo seriamente. E…fide, ho fatto bene. Non mi sono mai sentita così bene con me stessa in vita mia, almeno non negli ultimi…diciamo sei anni? Vi giuro, la Chiesa mi sta salvando la vita. La Chiesa mi sta facendo conoscere un Dio che mi ama così come sono, nonostante tutto lo schifo che c’è in me. E’…boh, è una cosa troppo grande per non commuoversi, per non rimanere a bocca aperta.

E datemi pure della bigotta o della non so cosa, ma questo è quello che penso. Anzi…perché mi dovrei giustificare sul mio blog? Non ne ho nessun motivo.

No, niente, volevo soltanto dirlo, volevo soltanto dire che credo di aver ritrovato Dio, e che è stato questo il vero impulso a ricominciare tutto da capo. A riprendere in mano la mia vita con meno invidia, meno giudizi e soprattutto con un sorriso vero. Vero, non una risata amara. Poi le risate amare torneranno, torneranno sicuramente, ma al momento non c’è posto per loro.

Cavoli quanto mi sento leggera. Non potete immaginare.

Intanto che ci sono…

Buona Pasqua! (un po’ in anticipo)

Rifletteteci su, e pensate se magari questa festa non riguarda anche voi. Mai prendere le cose con troppa leggerezza.

Il momento magico

Dato che non ho proprio un bel niente da fare (be, veramente…) ho deciso di postare un testo bellissimo di Paulo Coelho. Be, e allora? Be, e allora devo tradurlo, perché è in inglese! E cara grazia che l’ha messo anche in inglese e non solo in spagnolo/portoghese!

E’ un testo insolitamente ottimista, quindi se vi stupite è normale, mi stupisco anch’io di volerlo postare! :)

Dobbiamo rischiare. Possiamo capire veramente il miracolo della vita solo quando lasciamo che l’imprevisto si manifesti.
Ogni giorno – insieme al sole – Dio ci dà un momento in cui è possibile cambiare tutto ciò che ci rende infelici. Ogni giorno proviamo a fingere che non ci accorgiamo di quel momento, che non esiste, che oggi è esattamente lo stesso di ieri e sarà lo stesso di domani. Ma se fai attenzione, puoi scoprire l’istante magico.
Potrebbe nascondersi nel momento in cui infiliamo la chiave nella porta al mattino, nel silenzio subito dopo cena, nelle milleuno cose che ci sembrano tutte uguali. Questo momento esiste – un momento in cui tutta la forza delle stelle passa attraverso di noi e ci permette di operare miracoli.
La felicità a volte è un dono - ma di solito è una conquista. L’istante magico ci aiuta a cambiare, ci conduce avanti per cercare i nostri sogni. Dobbiamo sopportare e passare attraverso alcuni momenti difficili e far fronte a molte delusioni – ma è tutto transitorio e inevitabile, e col tempo dobbiamo sentirci orgogliosi dei segni lasciati dietro dagli ostacoli. In futuro potremo guardare indietro con orgoglio e fiducia.
Poveri sono quelli che hanno paura di correre rischi. Perché forse non sono mai delusi, mai disillusi, non soffrono mai come quelli che hanno un sogno da inseguire. Ma quando guardano indietro – perché guardiamo sempre indietro – sentiranno il loro cuore dire: “Che cosa hai fatto con i miracoli che Dio ha seminato per i tuoi giorni? Che cosa hai fatto con il talento che il tuo Maestro ti ha affidato? L’hai seppellito profondamente in una tomba perché avevi paura di perderlo. Perciò questa è la tua eredità: la certezza che hai sprecato la tua vita.”
Poveri sono quelli che sentono queste parole. Perché poi crederanno nei miracoli, ma gli istanti magici della vita saranno già passati.

Be, effettivamente non è poi così ottimista, visto che mi identifico in questi poveri che hanno paura di correre rischi.

Comunque se non vi fidate della MIA traduzione questo è il testo originale.

Se

Se saprai conservare la testa, quando intorno a te
tutti perderanno la loro e te ne faranno una colpa;
se crederai in te stesso quando tutti dubiteranno,
ma saprai capire il loro dubbio;
se saprai aspettare senza stancarti nell’attesa,
ed essere calunniato senza calunniare;
o essere odiato senza dare tu sfogo all’odio,
e non apparir troppo bello, né dire cose troppo sagge;

se saprai sognare senza fare del sogno il tuo padrone;
se saprai pensare senza fare del pensiero il tuo fine;
se saprai incontrare il trionfo ed il disastro
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se saprai sopportare di sentire le tue parole giuste
falsate da furfanti per ingannare gli sciocchi;
o vedere le cose per cui hai dato la vita spezzate,
e curvarti e ricostruirle con logori utensili;

se saprai fare un mucchio di tutte le tue vincite
e rischiarle in un giro di testa e croce;
e perdere e ricominciare da capo
senza fiatare sulle tue perdite;
se saprai forzare il tuo cuore, i nervi e i tendini
per assecondare il tuo volere, anche quando essi sono consumati;
e così resistere, quando non c’è più niente in te,
tranne che la volontà che dice loro: “tenete duro!”;

se saprai parlare alle folle e mantenerti virtuoso,
passeggiare con i re e non perdere la semplicità;
se né i nemici, né gli amici potranno offenderti,
se tutti conteranno, ma nessuno troppo;
se saprai riempire il minuto inesorabile,
dando valore ad ognuno di quei sessanta secondi;
tuo sarà il mondo e tutto ciò che esso contiene,
e, ciò che più conta, tu sarai un Uomo, figlio mio.

Rudyard Kipling

 

Questi sono i miei obiettivi. Irraggiungibili? Forse. Ma sono l’unica soluzione possibile al conflitto interiore che è dentro di me da ieri sera.

Consiglio spassionato

Quando si è inspiegabilmente di buonumore, meglio non adagiarcisi troppo: si rischia di sprofondare per davvero. :(

Un giorno d’ottobre una lezione di religione

Credo proprio che stia per arrivare il momento. Qui la situazione si sta facendo movimentata. Sento sbattere di qua e di là, urlare…
Spingi! Spingi! Respira!
In fondo vedo una luce. Una luce, oddio sono cieca! Sempre più vicina, sempre più vicina… Freddo… I rumori sono sempre più forti…
E poi… Eccomi che esco. Oddio…cos’è questa cosa?? Non ci vedo niente!!! Frrrrreddddddoooooo…
Che colpo! Dell’aria è entrata in circolo nei miei polmoni. Sono ricoperta di…schifo, ma…ma…mi guardo intorno e vedo…la realtà.

La realtà… Questa realtà che esiste indipendentemente da me. Questa realtà che è qui, è qui che mi aspetta. Questa realtà che è un dato, che è un dono.

E’ questo che ci ha chiesto di fare il prof di religione: provare ad immedesimarci in un bambino che nasce ma con la coscienza di ora, e a immaginare qual è il suo primissimo pensiero.
E questo primissimo pensiero è lo stupore per la realtà. Stupore

All’inizio un bambino non sa, non capisce, a malapena percepisce. Quello che cerca è semplicemente la mamma, non tanto perché sia proprio lei, ma perché la sente come parte di se stesso. Poi pian piano gli occhietti si aprono, comincia a riconoscere i vari componenti della realtà e dopo qualche mese acquisisce una prima consapevolezza di se stesso, se stesso come individuo unico, e allora mette in bocca tutto, tutte le cose estranee che incontra sulla sua strada, per esigenza di conoscere e, per così dire, possedere più cose possibili nel minor tempo possibile.

E alla fine mi sono commossa. Lo so, sembra stupido. Be, innanzitutto, considerate che le stesse parole non fanno sempre lo stesso effetto: sentirsi dire che la vita è un dono da un uomo che nel dirlo si trasforma in un bambino emozionato fa una bella differenza.
Proprio io lo dico, che continuo a sperare che mia mamma non sforni un altro marmocchio rompipalle.

La vita è un miracolo. Queste che vi dico non sono parole vuote, buttate lì per scrivere un post a casaccio. Nessuno scienziato al mondo potrà mai spiegare com’è che un atto quasi istintivo produca un individuo capace di ragionare, di amare, un’esistenza diversa da ogni altra, con i suoi moti d’animo e tutto il resto.
E’ pazzesco. E’ un mistero inspiegabile.

Se ci pensate – lo so che è un concetto un po’ utopistico – basterebbe che ognuno di noi, oltre ad essere consapevole che la sua vita non gli è dovuta, lo tenesse sempre bene a mente e si comportasse di conseguenza in tutto ciò che fa per avere un mondo più semplice.
Parlo anche per me, che ancora non ne sono capace. Sembra così facile, eppure ormai mi sono persa

Verità sulla vita

Uoooouuh delle verità sulla vitaaa!

Va be, scherzi a parte. Pochi minuti fa ho avuto un’illuminazione improvvisa e finalmente sono riuscita ad esprimere in due concetti quello che mi è ronzato in testa per tutta la giornata (una giornataccia, tra l’altro).

  1. Ho parlato con una mia amica che ha un bel carattere forte, nel senso che sa farsi valere senza però risultare antipatica, e che per questo è stimata un po’ da tutti, da me in primis. E ho capito che…nella vita ci vogliono coraggio e personalità. E io non ho nessuna delle due cose.
  2. E’ colpa mia, e solo mia, se vedo il mondo tutto nero! Ascoltando Se non ami di Nek mi sono chiesta se io abbia mai amato qualcuno anche solo per un attimo. E la risposta è stata un sonoro NO. Ho autostima zero, ma in fondo sono egocentrica anch’io: è sempre a me stessa che penso, gli altri sono solo individui da criticare.

Insomma…

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Poi è inutile che mi lamento.

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Da grande fan di Harry Potter era scientificamente impossibile che non postassi qualcosa sul film appena uscito.

Mi dispiace dirlo, ma è stato abbastanza deludente. Cioè, il film in sé è fatto molto bene, niente da dire. Però la vicenda… hanno eliminato delle parti importantissime e ne hanno aggiunte altre che ai fini dell’intreccio potevano benissimo risparmiarsi.

Poco male. Tanto io a Harry Potter ci sarò affezionata sempre e comunque.

Io se avessi la Rowling qua davanti in questo momento dovrei abbracciarla e dirle un bel “Grazie!”.

Mai potrò imparare da un libro più di quanto io abbia imparato da Harry Potter. Probabilmente molti non lo afferrano, e riducono la saga a sette comuni romanzi fantasy, ma la verità è che essa è piena zeppa di significati simbolici e di massime di vita.

Senza contare il fatto che è anche un vero e proprio capolavoro della letteratura, con tutti gli ingredienti che una persona potrebbe ricercare in un libro e con una trama perfetta in cui tutto coincide e in cui il mondo parallelo che viene a crearsi potrebbe quasi sembrare più reale di quello vero.

Non potrei mai farne a meno.

Ultima conferenza del prof. Randolph Frederick Pausch

Questo video non potevo non postarlo.

E’ incredibile… Un uomo che sta per morire di cancro al pancreas ha la forza di dire delle cose così incredibili sulla vita, quando io me ne sto rintanata in casa a meditare su quanto essa faccia schifo…

Ho ancora la lacrimuccia proprio qui, sotto l’occhio…

 

Il cerchio della vita

E un bel giorno ti accorgi che esisti
Che sei parte del mondo anche tu
Non per tua volontà, e
ti chiedi chissà
Siamo qui per volere di chi?
Poi un raggio di sole ti abbraccia
I tuoi occhi si tingon di blu
E ti basta così, ogni dubbio va via
E i perché non esistono più