A me piace andare in pullman.
Anche se a volte i pullman sono strapieni tanto che neanche si riesce a timbrare il biglietto, e io ho una specie di fobia del contatto fisico (non per davvero, è una cosa di carattere, però posso dire che le uniche volte che sono stata sicura di me stessa ero con gli amici dell’ospedale… ma qui poi finiamo un attimino su altre reti).
Anche se odio tutti quegli odori forti concentrati.
Anche se c’è gente che ti guarda male al minimo movimento.
Anche se tutti corrono a prendere il posto singolo vicino all’uscita (chissà poi perché… dev’essere per lo stesso motivo per cui nelle sale d’attesa chi si siede lascia sempre un posto vuoto tra sé e gli altri) e chi alla fine se lo becca viene fulminato per tutta la corsa.
Anche se i pullman sono perennemente in ritardo.
Anche se nei mezzi pubblici i germi si moltiplicano (e tutti ultimamente vanno in giro con l’Amuchina Gel per paura dell’influenza suina, che gran cagata, come se l’Amuchina gli evitasse di prendersela). Ma dico io… Al diavolo l’influenza suina.
A me piace andare in pullman. Solo che se appena appena non piove sono costretta ad andare a scuola in bici, perché ovviamente i miei non capirebbero mai la necessità di pagare il biglietto solo per un mio sfizio.
Così quando mi sveglio la mattina e piove sono contenta. Cioè no… di solito se piove è perché sono di cattivo umore, però sapere che ho un motivo per andare in pullman mi rallegra un tantino.
Ma perché mai?
Forse perché tra la gente sui pullman ogni tanto capita un ragazzo…ma non figo, proprio bello, e posso stare lì a fissarlo quanto ne ho voglia, tanto poi chi lo vede più (salvo poi scoprire che sta nella classe proprio accanto alla mia, il che non è ancora mai successo, ma non si sa mai).
Forse perché in fondo ascoltare i discorsi ridicoli e patetici che fanno certe ragazze mi fa ridere.
Forse perché una delle mie attività preferite è osservare, e non c’è niente di meglio che farsi un giro per la città, in piedi o seduta ma comunque ferma al mio posto, per guardarmi intorno, fare un po’…la trainspotter, come dico sempre io, guardare la vita che scorre.
Forse perché non ho voglia di fare fatica quindi preferisco salire su un mezzo e non pensare più alla strada finché esso non mi avrà portato a destinazione.
Forse perché ho la mente bacata. Sì, anche questo ha una sua logica. Non ho mai nascosto di essere strana, a volte non mi capisco neanch’io.
No, forse ho capito perché. Io ne ho bisogno. Ho bisogno di avere una pausa tra casa e scuola, un attimo di respiro, perché sia a casa che a scuola vedo cose che mi danno pensieri troppo negativi. Ho bisogno di rimanere per venti minuti sola con me stessa, sola con la mia musica, sola con i rumori che ho intorno, sola anche se tra tante persone che magari mi fissano ma a cui non devo niente. Sola in una zona neutrale dove i miei problemi non sono più così urgenti, visto che devono aspettare perlomeno la fine della corsa.
Dai ma sono proprio così anormale??