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Cultura cinematografica

Ok, in questo periodo non ho molta voglia di scrivere soprattutto perché sono impegnata a farmi una cultura cinematografica. Oltre a poter leggere tutti i libri del mondo, quest’estate ho tempo di guardare tutti i film del mondo!

Così, consigliata in certi casi da una mia amica che la sa, sto guardando i film più disparati, uno o anche due al giorno. Eccone alcuni:

  • Blow
  • I segreti di Brokeback Mountain
  • Il grande Lebowski
  • Kill Bill vol. 1
  • Memento
  • Mordimi
  • Mr. Nobody
  • Notte brava a Las Vegas
  • Paradiso + Inferno
  • Pulp Fiction
  • Requiem for a dream
  • The butterfly effect
  • The prestige

ANNOTAZIONI:
Sto guardando un po’ troppi film sulla droga ultimamente (Blow è la storia di George Jung, che se non sbaglio è quello che negli anni ’70-’80 ha cominciato a far girare un sacco di cocaina negli Stati Uniti, ed è ancora in prigione per questo ed altro; Paradiso + Inferno e Requiem for a dream sono due storie di dipendenza, di ragazzi giovani, belli e con dei sogni – ma non solo dei ragazzi – che in pratica si autodistruggono; in Pulp Fiction c’è la tipa che va in overdose).
Le storie d’amore tra gay mi commuovono moltomolto di più, forse perché sono sempre molto più ostacolate, forse perché hanno davvero qualcosa di più tenero, qualcosa di…non lo so, sarà che gli uomini hanno molto meno bisogno di parlare e di stare lì a spiegarsi ogni cosa. E poi c’è da dire che Jake Gyllenhaal e Heath Ledger sono due gran fighi Jake Gyllenhaal è un gran figo e Heath Ledger lo era.
Adoro i film…diciamo…incomprensibili, quelli che una volta sola non basta. Vedi Memento, vedi The prestige, vedi Mr. Nobody. Per questo ho capito che mi piace un sacco ma proprio un sacco Christopher Nolan, di cui ho visto quattro film e mi sono piaciuti tutti all’ennesima potenza.
Christian Bale e Hugh Jackman nello stesso film sono…wow.
Pulp Fiction e Il grande Lebowski non sarebbero il mio tipo di film, ma sono così deliranti che mi hanno fatto ridere dal primo all’ultimo minuto, e poi sono film chiave nel mio tentativo di farmi una cultura cinematografica, visto che sono rispettivamente il mio primo film di Quentin Tarantino e il mio primo film dei fratelli Coen.
Parlando di Quentin Tarantino…sì, ho guardato anche Kill Bill vol. 1, perché Quentin Tarantino è il regista preferito di questa mia amica cinefila e ha detto che mi sarebbe piaciuto di sicuro. Invece non mi è piaciuto. Cioè, be, ovvio che adesso il vol. 2 lo devo guardare per forza, se no sarebbe come lasciare lì un film a metà. Però il vol. 1 non mi è piaciuto, non sopporto i film pieni di scene di combattimento, quel sangue era assolutamente innaturale, Uma Thurman mi sta sulle palle…perciò credo che Quentin Tarantino non sarà mai il mio regista preferito.
Lo so che ho detto poco tempo fa che Léon è diventato il mio film preferito, ma credo di aver capito che il mio film preferito è Requiem for a dream. Davvero. Adoro quella ricchezza di dettagli, il modo in cui Darren Aronofsky racconta la storia, un modo che rischia di far diventare pazza anche me, la colonna sonora martellante… Mi piace talmente tanto che invece che togliermi la voglia di avere mai a che fare con la droga…mi fa l’effetto opposto. E poi c’è Jared Leto, che è il cantante del mio gruppo preferito, che tra l’altro è un figo, e che è anche il motivo principale per cui ho guardato Mr. Nobody (oltre al fatto che fosse un film ingarbugliato e che siccome in Italia non è uscito posso tirarmela).
Mordimi è probabilmente il film più brutto che io abbia mai visto dopo 9 settimane e 1/2 (ma forse quello è perché quando l’ho guardato ero troppo piccola per capirlo, forse dovrei riguardarlo): umorismo penoso, lo definisco io. Cioè, per dire, anche Notte brava a Las Vegas è una commediola scontata, ma almeno Ashton Kutcher ha un bel faccino (anche se non mi ha mai convinto più di tanto come attore, infatti The butterfly effect è bello perché ingarbugliato, non sicuramente perché è interpretato da lui) e Cameron Diaz mi sta simpatica.

Léon

E niente, volevo solo dirvi che l’altra sera ho guardato questo film e che è veramente bellissimissimo, è diventato uno dei miei film preferiti nonostante già quando ho sentito che parlava di un sicario e di sparatorie e di cose così fossi un po’ inquieta, e Gary Oldman è un figo ma nel film ha la parte di un vero bastardo, e Jean Reno lui sì che è veramente il top, mi sono innamorata di Léon (il suo personaggio), infatti mi sono addormentata piangendo come una fontana.

E ogni volta è come essere a Narnia per davvero

I film della saga di Narnia e della saga di Harry Potter mi sono impuntata e li voglio vedere tutti al cinema.

Nel caso di Narnia…oggi ho visto Le Cronache di Narnia: il viaggio del veliero. Ho chiesto a chiunque di accompagnarmi, perché i miei non vogliono che vada al cinema da sola (Diiio, quanto vorrei poterlo fare!!). Finalmente trovo un’amica disponibile.

Lo so che a me non attirano particolarmente i fantasy, lo so. Ma diciamo che…a Narnia mi sono affezionata. Ho letto tutti i libri già diversi anni fa.

Mi piace un sacco la storia. Mi piace che sia una gigantesca allegoria. Mi piace che sia tutto così…rassicurante, che io riesca a lasciarmi andare alla fantasia in un periodo di ormai totale disillusione. Mi piace.

E poi…be, ovvio, c’è Ben Barnes. (E anche Skandar Keynes è cresciuto bene…)

La colonna sonora è sempre STREPITOSA. Non lo so, mi commuovo sempre a sentire quel motivetto che in ogni film è un po’ reinterpretato.

E ogni volta è come essere a Narnia per davvero.

A beautiful mind

Stasera ho guardato A beautiful mind. Dato che ormai sono dieci anni che è uscito, immagino che molti di voi l’avranno già visto.

Io è da quando ho fatto lo stage all’Università di Parma, a giugno, che voglio guardarlo. Che voglio capire chi è ‘sto John Nash, cos’è ‘sta Teoria dei Giochi, e via dicendo.

Ok, ora John Forbes Nash Jr. è tipo il mio mito. Sarò stupida, ma…certe volte, quando scopro la storia di queste menti geniali, la cui genialità era causa e conseguenza di malattie come, nel caso di Nash, la schizofrenia…mi verrebbe da desiderare di essere altrettanto geniale anche a costo di essere schizofrenica o cose così. Boh, mi attira troppo l’idea.

Bene, ora credo di essere convinta ormai in via definitiva di voler studiare Matematica l’anno prossimo. Non sarò un genio, non inventerò nessuna nuova teoria, sicuramente non respirerò neanche quell’atmosfera di grandiosità che c’era a Princeton…però almeno capirò – finalmente – qualcosa.

E lo tollererai solo in quanto eccezione, e lo tollererai solo in televisione, lo chiamano gay…e tu pensi ricchione.

Argomento del post: omosessualità. Esatto.

È che oggi abbiamo fatto un’assemblea d’istituto sul tema. E abbiamo guardato un film che ho da un sacco di tempo ma che ancora non mi ero decisa a guardare: Milk.

…santo cielo, credo sia appena diventato uno dei miei film preferiti!

Davvero, se non l’avete guardato fatelo al più presto.

Innanzitutto per il personaggio. Io Harvey Milk non l’avevo mai sentito nominare prima, lo ammetto. E invece adesso il suo nome è subito collegato, nella mia mente, a un uomo – un uomo vero - pieno di coraggio, un uomo che avrebbe avuto tutta la mia stima, un uomo che è stato assassinato ingiustamente (come la maggior parte delle persone che in questo mondo tentano di fare del bene).

Guardatelo anche per il film stesso, che è fedelissimo agli eventi realmente accaduti e che in generale è fatto benissimo, per quanto io possa intendermene di cinema e di realizzazione di un film.

Se siete donne guardatelo anche per gli attori, perché…non vorrei sembrare un’oca, ma…ecco…c’è una montagna di fighi in quel film!! Anche se interpretano dei gay sono comunque arrapanti. :D Che poi alla fine scopri che tutta quella gente è esistita davvero, che sti tipi anche se non erano esattamente uguali agli attori erano comunque molto simili e che alcuni sono ancora vivi, e che sono davvero degli attivisti (vedi Cleve Jones e il suo NAMES Project AIDS Memorial Quilt).

Guardatelo per sconvolgere tutto quello che pensavate sui gay. Cioè, io per esempio facevo molta fatica ad associare l’omosessualità all’amore, e invece in questo film di amore ce n’è veramente un sacco.

E soprattutto guardatelo per rifletterci su. Per riflettere su quanto male hanno subito gli omosessuali e tutte le altre minoranze in quel periodo e in quel luogo e in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Per chiedervi se sia giusto che in 78 Paesi l’omosessualità sia ancora considerata un reato (e in 7 di questi punibile con la morte!), alla vigilia del 2011, quando poi ci vantiamo di essere gli animali più avanzati, gli unici animali con un’anima.

Pazzesco.

L’omosessualità dovrebbe essere vista – perché la è - come una caratteristica qualunque di un essere umano. Neanche dovrebbero servire fior di assemblee e campagne di sensibilizzazione, secondo me, perché queste cose già partono dal presupposto che ci sia qualche problema da risolvere!

E, in ogni caso, “lo tollererai solo in quanto eccezione“, cantava Daniele Silvestri. Ok, ti concedo di essere gay, di essere “un diverso”, purché tu stia nel tuo e non mi ci metta in mezzo.

È un argomento complicato, questo, non ho le parole giuste per parlarne, e non ho ancora opinioni abbastanza solide da esprimere. Ancora non capisco perché tante persone al mondo discriminino altre persone per cose puramente fisiche. Come se io adesso mi mettessi a discriminare le bionde perché le more sono la razza forte. Cioè, non ha senso! L’unica cosa che so è che ogni singolo essere umano ha diritto alla vita e ha diritto alla libertà e ha diritto a tutto quello a cui hanno diritto tutti gli altri, perché o tutti o nessuno.

 

 

Mi chiamo Harvey Milk, e sono qui per reclutarvi tutti!

Serendipity- Quando l’amore è magia

Ieri sera ho guardato un film sfacciatamente romantico.

Il finale è abbastanza prevedibile, è vero, ma le situazioni che si succedono creano…quel non-so-che.

Quasi quasi credo al destino. Va be, qui è una storia esagerata, che non potrebbe mai accadere: i due protagonisti si cercano per sette anni e continuano ad avvicinarsi e allontanarsi senza saperlo, e io che lo sapevo a un certo punto mi sentivo…frustrata, e volevo urlare «Ma cazzo, svegliati!! Non vedi che se n’è appena andata???».

Però quasi quasi ci credo, al destino. Non come a qualcosa di già scritto, che nega il libero arbitrio, ma come a una serie di piccole grandi coincidenze che esistono, che lo vogliamo o no, e che formano la trama della nostra vita. Se non altro perché tutti siamo in un certo posto e non in un altro in un momento piuttosto che in un altro, e questo cambia tutto.

A proposito, serendipità va a finire nella classifica delle mie parole preferite.

Amityville Horror

Eeeeeevacco sto film…

Cioè ma perché a me fondamentalmente gli horror piacciono, poi che non dormo di notte e che divento ossessionata è un altro discorso.

Annotazioni
- Ryan Reynolds l’è sempre un bel figòn
- La trama di fatto è la stessa di metà dei film horror: famigliola felice si trasferisce in una casa grande, vecchia e isolata dal mondo e scopre che è infestata, il che farà sì che la famigliola non sia più tanto felice.
- La cosa peggiore dei film horror, sia per i protagonisti che per gli spettatori, è che fanno leva (questo film in particolare) sugli aspetti psicologici: in questo caso ci sono dei piccoli problemi che vengono esasperati.
- Ma peggio ancora è che la trama è tratta da una storia vera. Cioè cazzo, VERA! Mi sono documentata un po’ e ho saputo che gran parte degli studiosi che si sono occupati del caso delle famiglie DeFeo e Lutz ritengono la storia una grande bufala, ma…ecco…non so…io non escludo niente. Non che io sia una credulona, però io lì non c’ero e non posso sapere cos’è successo. Qualcosa sarà pur successo, anche se non come nel film. AIUTO.

AGGIORNAMENTO
The night the DeFeos died: a giudicare dal sito questo libro sarà MOLTO illuminante.

La verità è che non gli piaci abbastanza

Ok ragazzi, il mio silenzio è finito! Ahahah, come se qualcuno se ne fosse accorto!!

L’altra sera ho finalmente guardato La verità è che non gli piaci abbastanza. E’ un film…STRAilluminante. Vorrei dire tante e tante cose ma credo che questo video (anche se l’audio e il video non sono un granché) faccia già capire tutto.

Questa è la verità, e io avevo un gran bisogno di sentirmela dire.

Paycheck

Ieri sera mi sono guardata Paycheck. Non so perché io l’abbia scaricato, visto che non ne avevo mai sentito parlare. (Ooooh no, non c’entra niente il fatto che il protagonista sia quel belliiiissimo attore che risponde al nome di Ben Affleck! ;) )

Be, insomma, l’ho guardato. Sinceramente mi è piaciuto, molto. E’ un po’ fantascienza, un po’ avventura, un po’ così e un po’ cosà.

Praticamente è la storia di un ingegnere che lavora segretamente per varie grandi aziende. Ogni suo lavoro dura otto settimane, durante le quali si stabilisce presso l’azienda e lavora lavora lavora. Al termine delle otto settimane, la sua memoria viene cancellata, perché tutto il suo lavoro deve rimanere assolutamente segreto, appunto.

Solo che un bel giorno un suo “amico” gli propone un lavoro con un guadagno di milioni di dollari in azioni ma che dura…tre anni. Un po’ titubante, lui accetta. Poi si risveglia tre anni dopo e si accorge di varie stranezze, e così cerca di capire, con l’aiuto di indizi che lui stesso si era lasciato, cosa cappero è successo in quei tre anni.

E’ un po’ angosciante, anche. Io trovo sempre un aspetto…per così dire…moraleggiante, e questa volta c’è una cosa che riguarda il futuro. E’ una posizione di cui sono sempre stata convinta: se noi potessimo vedere il futuro, non avremmo più un futuro, perché tutti i nostri sforzi sarebbero in vista della realizzazione di ciò che abbiamo visto, e ciò che abbiamo visto si realizzerebbe proprio per questo motivo. L’ho detto in modo un po’ contorto, in effetti…

E un’altra cosa mi angoscia di questo film. C’è un momento in cui si parla della possibile distruzione del mondo. E io non credo che, per com’è messo il mondo oggi, una distruzione totale non sia possibile. Anzi… E’ uno dei motivi per cui mi viene da usare un luogo comune come “Si stava meglio quando si stava peggio“, nel senso che…in passato si ritenevano enormemente grandi cose che potevano distruggere più uomini in una volta, e questo è crudele, ok, ma era inconcepibile poter distruggere un intero paese in una volta, e il mondo, poi…

Ok, ho detto cose un po’ confusionarie, lo ammetto. Non sapevo come spiegare!

Da grande…

Mi sono dimenticata di dire due cose a proposito di L’amore non va in vacanza. Mi sono dimenticata di dire che mi ha ispirato due sogni nel cassetto.

Da grande vorrei:

- lavorare come “montatrice di trailer”, possibilmente a Hollywood

A quanto pare si guadagna un sacco, in più è divertente e, ultimo ma non ultimo, montare trailer è un’arte. Cioè. Quasi quasi è più bello guardarsi il trailer che il film. Va be, forse non proprio, però non vi piace tantissimo guardare un trailer e non vedere l’ora di sapere com’è tutta la storia? Cioè, montare trailer è un’arte davvero!

- scambiare casa con una ragazza più o meno della mia età che eventualmente diventi mia grandissima amica dopo varie vicissitudini

Ovviamente – piccolo particolare – questa parte richiede che io abbia una casa mia, il che implica che io abbia un lavoro che mi mantenga e che io sia autosufficiente in modo da poter vivere da sola, e richiede anche che questa ragazza della mia età mi contatti su un sito di scambio case che non so a cui io dovrei essere registrata.

Insomma… Sarebbe bello. Ma tanto so che non succederà mai, mai e poi mai. Realtà non = film, ricordate?

Però sognare in fondo non ha mai fatto male a nessuno.

Anzi anzi. A me sì.