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Vi è mai capitato?

Vi è mai capitato di sentirvi, all’improvviso e del tutto insperatamente, di un buonumore pazzesco e all’apparenza inattaccabile, solo per aver scambiato due battute e un paio di sguardi con la persona che vi piace, e di rimanere strasudimorale senza pensare a problemi vari per tutta la serata (cosa assolutamente inspiegabile)?

Vi è mai capitato, al ritorno a casa, di intravedere il vostro riflesso nello specchio e sentire il rumore del disco che improvvisamente si inceppa e un macigno enorme che vi piomba addosso in tutto il suo peso, e cominciare a ricordarvi che belli non lo siete mai stati né mai lo sarete (a differenza di quanto vi eravate illusi fino a cinque minuti prima), che tutti vi darebbero dodici anni al massimo mentre le vostre coetanee sembrano addirittura già maggiorenni (perlomeno nell’aspetto fisico), e a rendervi conto che anche l’ultima delle vostre amiche – quella con cui vi trovavate bene perché era quasi più infantile di voi e che in fondo credevate avesse perfino meno possibilità di voi di trovare un ragazzo – infine si è fidanzata e manco ve l’ha detto e quando le chiedete di parlarle sfugge per serate e serate di seguito asserendo che siete voi che non la cagate, e a rammentarvi che quella persona che vi piace tanto va dietro proprio ad una delle vostre amiche e che, anzi, a voi vi tratta come una conoscente, e a rimpiangere il fatto che la sera prima i vostri compagni davano una festa e voi non c’eravate perché “alle feste vi sentite a disagio“, e a pensare a tutto il resto dalla A alla Z, e di arrivare in camera per scoprire che vostro padre ha spento il vostro già acciaccato computer dal pulsante così la mattina dopo vi toccherà impiegarci tre ore per accenderlo correttamente (ma tanto a lui che je frega), e di andare a letto pensando che neanche una decina di ore dopo vi toccherà di già farvi venire il nervoso alla massima potenza per colpa di certi fatti e di certe persone e che la settimana è finita ma i problemi non finiscono mai perché le settimane ricominciano da capo ogni volta e si susseguono sempre uguali, e di cominciare a piangere di nuovo - anche quella volta in cui sembrava impossibile - meditando sul fatto che probabilmente Phil Collins si sbagliava quando cantava There’s a better place somewhere out there e There will be times on this journey all you’ll see is darkness, but out there somewhere daylight finds you if you keep believing?

Vi è mai capitato?

Guarda caso, a me è successo giusto ieri.

 

 

NOTA: Mi dispiace torturarvi con questi post struggenti, nonché patetici e puerili, ma che ci posso fare? Questo è il blog di un’adolescente, perciò – cari i miei pochi lettori – se volete seguirmi vi toccherà sopportare cose così ancora per un po’ prima che io sia diventata grande per davvero.

Io non capisco…

Ma come fanno tutte le altre ad essere sempre così perfette?? Come???

O forse dovrei capovolgere la domanda, e chiedermi come faccio io ad essere sempre così totalmente imperfetta.

Mah…mistero… Ormai mi ci sono abituata. Però mi fa tanta rabbia.

So in love with two

È frustrante mettere come titolo di un mio post il titolo di una canzone di Selena Gomez (almeno credo). Ma è la prima cosa che mi è venuta in mente.

Perché… Non so se vi è mai successo… A me capita spesso che quando sono sicura almeno sul fatto che mi piaccia una determinata persona (proprio quella e nessun’altra) mi sento un po’ più sicura anche sul resto. Mi viene da dire: Ooooh finalmente un punto fermo a cui attaccarmi!

E invece…

Va be, va be, ormai intanto che ci sono vi racconto qualcosina in sintesi. In pratica da una parte c’è il mio ex (sì, sempre il solito, il mio unico ragazzo con cui ho avuto una “storia” di due mesi a 14 anni, cosa infantile ma lui ancora mi piace!) e dall’altra…special guest…un mio compagno di classe (che è arrivato da Roma a gennaio scorso, lo stesso giorno in cui ha incominciato a piacermi, dopodiché per caso è diventato mio compagno di banco e da lì giorno per giorno ho scoperto quanto mi piacesse per davvero e non solo per il colpo di fulmine).

Del primo mi piace… la sua sicurezza, il fatto che sappia farmi stare bene. Anche se è presuntuoso, egoista, prepotente, permaloso e anche bruttino. Non so come, ma di lui mi sono davvero innamorata, e non lo dico così per dire. Lo so cosa significa, vi assicuro.

Del secondo mi piace… innanzitutto il suo fisico (non sarà muscoloso ma ha un viso bellissimo), la sua parlata (l’accento romano è indiscutibilmente sexy), mi piace che legga libri e che anche se in classe fa tutto meno che stare attento dopo tutto non sia un completo scimmione, mi piace perché è spiritoso… e poi ha un sorriso stupendo. Non ne ho mai visto uno più bello (o forse sì, ma non me lo ricordo). È…radioso, capite? Ed è proprio quello che oggi, dopo tre mesi in cui credevo di non averci pensato più, mi ha fatto venire un dubbio. Perché quel sorriso mi fa venire voglia di sorridere anche se sto tre metri sotto terra. Il problema è che lui non crede nelle mie stesse cose, e siccome solo nei film si vive d’amore per me anche quello conta. È un ostacolo abbastanza pesante.

Ma perché nella cosiddetta fase adolescenziale si dev’essere sempre così indecisi? O forse sono io? No, probabilmente è così un po’ per tutti. Con l’unica differenza che gli altri combinano e io no. Niente. Nothing. Nada de nada. La mia completa imbranataggine è internazionale. Non combinerò mai nulla, se non nella mia mente.

Però…però io sono stufa di sognare e basta.

Primo giorno di scuola

This is just an ordinary day… [Se ci riuscite immaginatevi me che canto Ordinary Day di Dolores O' Riordan. Ce l'avete presente, sì?]

Perché oggi è stato il primo giorno di scuola per me. E tutti sono un po’ cambiati. Ma tutti alla fine siamo sempre gli stessi.

Dalle cose più stupide come i ritardi alle varie falsità e fatti del genere in classe, credo che quest’anno sarà esattamente come tutti gli altri, almeno per quanto mi riguarda. Sarò pessimista, sì, ma – concedetemelo – anche un po’ realista.

Non ho voglia di dire altro, finirei solo per piangermi addosso ed è da un bel po’ che mi sono ripromessa di non farlo più, soprattutto pubblicamente. Spero di riuscire a rimanere di umore buono abbastanza per sopportare tutti i casini che ci saranno quest’anno, e ricacciare indietro tutte le lacrime che quasi ogni giorno, alla campanella della sesta ora, mi verrà voglia di far uscire.

Non esagero. Io mi sento veramente anomala quando vado a scuola. Sarà per il busto che mi impedisce di essere una normale sedicenne a tutti gli effetti, sarà perché ormai non si capisce se nella testa di certe persone ci sia qualcosa o se siano tutte zucche vuote. Non lo so…

E poi quest’anno…cioè, cavoli, vi rendete conto che il primo giorno della quarta già ci hanno dato delle fotocopie delle prove di maturità degli anni scorsi per prepararci? Che ansiaaaaa… La nostra maturità è anche più difficile, perché un pezzo dell’orale è in francese, e non si sa ancora bene come sarà visto che è un indirizzo sperimentale e ancora poco diffuso in Italia.

 

Mamma mia… Ma avete mai sentito qualcuno lamentarsi quanto me già dal primo giorno di scuola??? o_O

No ma dai… Alla fine la scuola mi occupa le giornate, quando finirà sono sicura che mi mancherà (soprattutto vedendo la situazione in casa, quella sì che va male)…

Resoconto del matrimonio assassino

Il matrimonio è andato esattamente come previsto, a parte per il fatto che alle fatidiche domande dovrò rispondere domattina, a mente – si spera – più lucida.

Ma partiamo dalle note positive, perché ammetto che ce ne sono. Innanzitutto, i due sposini hanno fatto le cose in grande. Se mai mi sposerò, il mio rinfresco deve essere come il loro. Il posto era enorme e stupendo; era pieno di candele profumate ovunque; il cibo era buono (buonissimo anzi!); i tavoli avevano i nomi dei gelati; c’era la musica; la torta era bellissima; c’erano confetti di ogni forma, colore e gusto; la luce e il clima erano assolutamente perfetti (ok, questo probabilmente non l’hanno programmato loro); lo sposo ha fatto organizzare i fuochi artificiali per fare una sorpresa alla sposa (che dolceee!!). Insomma… ‘na favola.
Un’altra nota positiva è che in quella immensa villa io e delle mie amiche (amiche vere, quelle fidate) abbiamo trovato un salotto appartato e accogliente, tipo salotto dell’800, con pianoforte vicino al caminetto e divani e poltrone belli morbidi: ed era fantastico stare lì tutte insieme, lì sì che stavo bene.
Infine l’ultima nota positiva-ma-non-tanto-positiva, e cioè: mi hanno fotografata. Io odio essere fotografata, odio dover vedere la mia orrenda faccia impressa da qualche parte. Però stavolta mi hanno proprio beccata, e diverse volte anche. Mi facevano le foto a tradimento! Perciò qualcuna è venuta quasi decente – quasi, eh! – e infatti penso che un giorno una la metterò nel blog, tanto per vantarmi di avere finalmente una mia foto che non sono del tutto disgustata a fissare.

E ora…le note negative. No, quelle sono troppe. Se solo ci penso mi viene una rabbia addosso… Be, diciamo che le mie ipotesi si sono rivelate ben più che fondate (a parte quella storia del Mar Rosso e delle ovaie) e, se possibile, c’è stato anche di peggio. Ragazzi mezzi ubriachi, ragazzi per cui “vomitare nel bagno se no si sta peggio” è normalissimo. A me questa storia proprio non mi va giù. Non mi ci trovo, c’è poco da fare. Ne ho sentite di ogni, c’è gente che se n’è uscita con affermazioni che non mi sono cascate le braccia solo perché erano attaccate molto bene al corpo. C’è chi pur di dare spettacolo come sempre ha fatto cazzate immani, solo così per il gusto di essere al centro del gossip nei prossimi giorni, salvo poi prendersela perché tutti sanno cose che loro stessi hanno messo in circolazione. Ma andate a cagare, allora.

La verità è che il problema qui sono io. Sono io che sono diversa, sbagliata. Sono io che vedo il mondo in modo distorto rispetto agli altri. Io che non so fare altro che criticare. Io che a 16 anni – 16 anni, dico io! – non sono capace di lasciarmi andare e di divertirmi, e che dentro sono già una novantenne. Io che allo stesso tempo mi comporto come una ragazzina patetica e infantile.  Io che non ho un ragazzo mentre le altre stanno con i ventiquattrenni, ma d’altra parte è ovvio che io non abbia un ragazzo, neanche c’è da chiederseli i motivi. Sono io che sto diventando talmente vuota da scrivere un intero post sul matrimonio senza mai parlare di amore. Fortuna che loro si sono sposati, perché se no mi verrebbe da chiedermi se esiste l’amore. Non credo. E se c’è è troppo nascosto e difficile perché qualcuno si prenda la briga di riportarlo alla luce.

La canzone di stasera è senza dubbio Somewhere I belong dei Linkin Park.

Adesso però basta, che ho la testa in panne, anche se è solo mezzanotte e mezza. Ora ho davanti un bel po’ di ore prima di domani, per affogare il tutto nelle lacrime. Buona notte…

 

PS: Mi ero ripromessa che non avrei mai postato niente del genere. Ma stavolta purtroppo non sono riuscita a trattenermi.

Matrimonio assassino

Domani vado ad un matrimonio. Sfortunatamente non è il mio.

Matrimonio assassino è abbastanza pesante come espressione, ne sono consapevole. Ma in questo momento mi sembra proprio che sia quella giusta. E perché mai?

Primo Il problema di tutte le ragazze, e anche di tutte le donne. Il vestito. Per me la cosa è stata ancora più problematica. C’è una cosa che ancora non sapete di me: non sapete della mia scoliosi. Non posso raccontarvi tutta la storia (chi proprio non può fare a meno di saperla potrà leggerla qui dove la sto aggiornando pian pianino). Fatto sta che al momento sto portando un busto di gesso. Non tanto al momento, forse, visto che sono undici mesi che ce l’ho su. Insomma, il succo di tutto questo è che per me è quasi impossibile trovare un vestito che mi stia veramente bene. Però almeno questo problema mi sembra di averlo risolto in modo decente.

Secondo Salvo poi arrivare là e scoprire che, come è giusto che sia per delle sedicenni normali, tutte le mie amiche e pseudoamiche sono praticamente perfette. Loro che non sono piatte come tavole, loro che hanno vestiti bellissimi, loro che anche se hanno vestiti brutti riescono a portarli benissimo e con disinvoltura, loro che si mettono i tacchi. Devo continuare?

Terzo Un altro piccolo problemino che è aggravato dal busto è il caldo. Caldo bestiale. Almeno per la maggior parte del tempo sarà sera, e questo penso che mi avvantaggerà un bel po’.

Quarto Io non so divertirmi. Io non bevo. Non che le due cose siano strettamente collegate, non per me perlomeno: ma per la maggior parte degli altri sì. Per gli altri divertimento = bere + fumare + fare i coglioni. Loro si divertono, intanto. Per quanto mi riguarda, se passerò tutta la serata con una smorfia in faccia mi andrà molto bene. Di solito in questi casi – quando mi sento inutile per il mondo intero – scoppio a piangere, mio malgrado. E domani sarò anche truccata, quindi piangere non mi converrà affatto. E che ci posso fare…

Quinto Al matrimonio ci sarà anche quello che mi piace, nonché mio unico ex. E ci sarà la mia amica che piace a lui. Fantastico. Così lei sarà perfetta e lui, che già è pazzo di lei (parole testuali), sbaverà solo a vederla, e io dovrò fare da tramite. So tutto sull’argomento tirarsi zappate sui piedi facendo l’amicona e il cupido del ragazzo di cui si è innamorate.

Sesto La fine della serata. La mia palla di cristallo mi ha confermato che, trovato un passaggio fino a casa per il prima possibile, mi tratterrò fino a destinazione per poi farmi cadere la lacrimuccia camminando sul vialetto, ricompormi davanti alla porta di casa, aprire, dire “E’ stato bello” o rispondere “Bene” alla domanda “Com’è andata?” nel caso i miei fossero ancora svegli, togliere le scarpe, massaggiarmi i piedi doloranti (nonostante le ballerine rigorosamente senza tacco), fare di corsa il corridoio fino alla mia stanza, salire sul letto e lì scoppiare. Poi mi metterò in pigiama piena di rabbia, ma anche sollevata al pensiero che è finita, e poi ancora angosciata quando mi tornerà in mente che il giorno dopo devo rivedere le stesse persone che continueranno a mantenere il clima del rinfresco. Infine andrò in bagno per struccarmi e insultare il mio riflesso nello specchio, andrò a bere un bicchiere di acqua naturale fredda fissando il vuoto e ritornerò a letto, dove mi infilerò sotto il lenzuolo sperando di addormentarmi e dimenticare tutto al più presto. Lo dice la palla di cristallo.

Credo che i motivi siano sufficienti. E al tutto aggiungete che domani il Mar Rosso dovrebbe farmi girare le ovaie.

Così invece di commuovermi all’entrata della sposa e allo scambio degli anelli come tutti io sarò imbronciata a pensare a queste cose. Quanto sono stupida, santo cielo.

Come tu mi vuoi

 

 

Io sono come Giada.

E il peggio è che critico tanto la gente superficiale, ma anch’io, se mi dessero l’occasione per avere la loro vita, mi perderei nel loro mondo e diventerei una ragazza fatta con lo stampino.

 

 

NOTA FINALE: Questo post l’ho inserito con la data in cui mi è venuto questo pensiero strano. Però nella realtà io in questa data mi trovavo ancora nel paesino di montagna (dove tra parentesi non c’era nient’altro che il nulla – ma in compenso c’era un terrazzo stupendo). Perciò niente di strano.