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Nostalgia precoce

Ragazzi, ultimamente sto postando sempre meno! Un po’ è per via della scuola che mi sta stressando davvero tanto (per fortuna lunedì siamo già all’ultimissima verifica!), un po’ è perché i miei pensieri negli ultimi tempi sono stati abbastanza tetri (non che io non vi abbia già assillato in passato con le mie seghe mentali, ma questa volta è meglio di no).

La scuola è stressante, è vero: c’è da stare al passo con i compiti, lo studio (se io riesco a malapena a leggere il libro la sera prima della verifica non so come farò ad abituarmi a studiare a partire da mesi prima per gli esami universitari!!), i rapporti con i compagni e con le insegnanti…un vero casino.

(Devo ammettere che tutto ciò mi riesce comunque piuttosto bene, tanto che lunedì sera mi premiano per l’eccellenza! No, in realtà ne farei volentieri a meno di andare a prendere il mio premio davanti a un salone pieno di gente…)

Però mi mancherà un sacco la scuola quest’estate. (Daiii non ridete!! Mi hanno già riso in faccia abbastanza i miei compagni! :oops: ) Soprattutto perché so come sarà per me l’estate. Non so cosa mi succederà, ci potranno essere milioni di imprevisti, sì, ma fondamentalmente andrà a finire che: io me ne starò in casa per gran parte del tempo (causa caldo e causa busto cigolante che mi vergogno ad andare in giro), mangerò gelati, starò al computer e vedrò ben poche persone oltre alla mia famiglia, i cui componenti passeranno le giornate a sbraitare tra di loro e addosso a me. Insomma perderò il contatto con la realtà. Mi annoierò un casino. Mi piangerò addosso. Impazzirò.

Un incubo.

O forse mi mancherebbe lo stesso la scuola.

Se poi penso che l’anno prossimo sono in quinta… Cioè, dopo la quinta si è grandi, non ti puoi più nascondere dietro un dito, sei allo sbaraglio, nel mondo per davvero. Sono pronta?

Ed ecco perché la nostalgia precoce. Ho già nostalgia della scuola a due settimane dalla fine.

…Traduco i pensieri di chi è arrivato a leggere fino a qui: CAZZO MA RIPIGLIATIIIIIIII!!! [Lo so, lo so...]

IKEA

Ha avuto una bella idea il signor Ingvar Kamprad, va la. L’IKEA è un posto…bellissimoooo!! Mamma mia! E dire che alla fin fine è solo un’azienda che vende arredamenti…

La cosa fantastica è che…per qualunque cosa vi venga in mente di aver bisogno c’è la soluzione. All’IKEA sono di una praticità pazzesca. Ti serve il bagno? C’è il bagno (che, va be, quello è anche abbastanza ovvio). Ti serve del cibo? C’è sia ristorante che bar. Ti serve un posto per abbandonare i tuoi bambini che rompono le palle? C’è una magnifica stanzetta incantata. Ti serve un posto per scaldare il latte al poppante? C’è pure quello! Ti serve un modo per vedere come sarà la stanza arredata come vuoi? Ci sono dei computer con un programma apposta in ogni dove. Tutto è personalizzabile!

Cioè, non so, è un paradiso! Io mi ci trasferisco!! Alla fine potrei benissimo farlo, aspetto l’orario di chiusura, mi nascondo e stop. Di letti e divani ne ho a volontà, ci sono i bagni, c’è il cibo. Che altro mi serve???

Oppure…potrei andare a lavorarci da grande! Veramente lavorare all’IKEA è sempre stata una delle mie opzioni, perlomeno da quando ci abbiamo fatto un giro alle medie. Ci sono un casino di lavori interessanti lì!

Oppure…be, quando il mio moroso (che però al momento ancora non ho) mi chiederà di sposarlo (corro un po’ troppo?? :lol: ), la prima cosa che faremo sarà andare all’IKEA e passarci un giorno intero e comprare o almeno scegliere tutto l’arredamento di casa.

Non so, la cosa piacevole è che ci si sente a casa. È un ambiente accogliente. (Io mi ci sarei persa se non c’erano i miei genitori, ma quello è un problema mio e del mio senso dell’orientamento…)

MA. Tutto ciò ti invoglia a comprare anche cose che fino a quel momento non ti erano mai servite! E poi…boh…ogni tanto penso che nel mondo nessuno ti dà cose belle così per suo diletto. Quando una cosa sembra troppo bella c’è sotto qualche inganno.

Preferisco non pensarci! ;)

Grande sfida!!

CE L’HO FATTA!!!

Siccome da lunedì a mercoledì (tre giorni, no dico TRE giorni) sono stata a casa da scuola perché non avevo voglia di andarci ho deciso di non passare tutto il tempo che avevo. E così…mi sono fatta tre giorni COMPUTER-FREE!!

Cioè! Non pensavo di farcela, e invece…

Fide… Mi è sembrato di avere giornate di 30 ore!! E ho proprio sperimentato la sensazione di non avere un cazzo da fare. Perché di solito appena posso mi piazzo qui davanti e la giornata viene automaticamente assorbita, ma stavolta no. Ho trovato altre cose da fare, ed è stato bello.

Ma ora è finita la pacchia.

Post da ultimo dell’anno

Le convenzioni mi costringono, oggi 31 dicembre, a guardarmi indietro nell’anno passato, prima di entrare in quello nuovo. Come se poi tra oggi e domani cambiasse qualcosa. Ma comunque.

Un bilancio del 2009 è proprio quello che sto per fare. E stavolta sarò facilitata dal diario su cui scrivo ogni giorno.

Questo è stato l’anno di Ludo. Ludo, quel mio compagno di classe rrromano de Roma che è arrivato quel lontano 7 gennaio, in un giorno che nevicava. Proprio pochi giorni dopo che avevo visto Come tu mi vuoi, e chi è furbo potrà capire quante somiglianze io avessi trovato tra il film e la realtà.

Questo è stato l’anno in cui ho capito (si spera definitivamente) che la realtà non è uguale ai film. La realtà è la realtà, e le cose succedono così, senza un filo logico, senza un lieto fine, forse senza neanche un senso. Ma chissà, non si può mai dire.

Questo è stato l’anno della prima migliore amica che io abbia mai avuto, l’amica che vedi ogni giorno a scuola, con cui siete compagne di banco, con cui vi vedete e vi chiamate e vi messaggiate anche dopo la scuola, l’amica a cui dici tutto senza vergognarti. Ma anche questa bella amicizia è finita, proprio una decina di giorni fa, e probabilmente non ricomincerà più davvero. Forse avevo bisogno di un’amica così fidata, così vicina. O forse no.

Questo è stato l’anno in cui ho alternato periodi di euforia al massimo grado (a volte motivata, a volte no) a periodi di depressione totale, dove mi sarei quasi tagliata le vene. No va be, non l’avrei mai fatto, era un modo di dire. Ma c’era veramente da far venire l’angoscia quando stavo così.

Questo è stato l’anno delle cotte-amori-platonici per tipi sconosciuti. Patetico, lo so. Perdere la testa e quasi pedinare (attenzione, non sono una maniaca, state tranquilli!) ragazzi che non si conoscono!

Questo è stato l’anno, però, in cui ho sempre avuto lui in testa. Quel lui che mi è sempre piaciuto e che stasera finalmente si dichiarerà a una mia amica (d’oh!).

Questo è stato l’anno dell’ospedale: una settimana a febbraio e una settimana a giugno. E ognuno dei due ricoveri ha portato con sé le proprie conseguenze: amicizie, cotte, rifiuti, litigi, allegria,…un po’ di tutto.

Questo è stato l’anno anche del busto, quindi. Fino a settembre il gesso e da settembre il corsetto mobile. Ho visitato Milano abbastanza spesso ultimamente, devo dire.

Questo è stato l’anno del computer portatile. Comprato a gennaio e quasi sempre acceso da allora. Ho contratto una brutta dipendenza. Il mio pc comprato da me da sola con i miei soldi è uno dei principali motivi per cui sono cambiata, e per cui la sera a volte sono nauseata di me stessa. Perché mi ci perdo dentro, me ne frego della vita reale e il tempo sparisce.

Questo è stato l’anno anche del blog, una delle poche cose belle che il computer ha portato con sé.

Questo è stato l’anno in cui qualcuno si è accorto delle mie canzoni. Prima una mia compagna di classe (ma lei solo per invidia), poi la mia ex-migliore amica (una canzone era dedicata a lei, e la adorava), e adesso…un gruppo di miei amici, un gruppo sconosciuto, ok, ma un gruppo vero. No, scusate, questa ve la devo proprio dire, poi magari non se ne farà niente, ma c’è uno (uno bravissimo in materia di musica) che ha detto una cosa su di me che mi ha fatto troppo esaltare, proprio adesso che ormai mi sembrava di cantare come una capra in calore: ha detto che ho una voce allucinante, che sono impostatissima e sembro un pianoforte! Non so esattamente che cosa implichi tutto ciò, ma ha tutta l’aria di essere una cosa bellissima!!

Questo è stato l’anno in cui sono cresciuta. Anche fisicamente un po’, ma soprattutto di testa, in tutti i campi. Poi magari nei fatti mi comporto come una bambina di cinque anni, eh!

Questo è stato l’anno dei litigi con i miei, soprattutto con mio padre che è una persona veramente chiusa e limitata. Ma ci sono stati anche dei periodi di tregua, di pace quasi.

Questo è stato l’anno delle paranoie e dei sensi di colpa, che quasi sempre seguivano momenti in cui ero sicurissima di avere ragione.

Questo è stato l’anno del primo matrimonio a cui sono andata senza la mia famiglia. Aaaah, il matrimonio assassino

Questo è stato l’anno dell’informatica, dell’ECDL e delle Olimpiadi. Piccole cose, lo so, ma mi gasano da matti!

Questo è stato l’anno dell’estate più schifosa della mia vita.

Questo è stato l’anno… Va be sì insomma, questo è stato un anno diverso. Strano.

Sto cambiando un sacco.

Ok, ora basta con il passato. Cioè, non è un capitolo chiuso, però mi dicono di guardare al 2010, l’anno che verrà. Non lo so cosa aspettarmi. Devo solo viverlo.

Buon anno a tutti!!!

Dattilocorso

Questo è un “dattilocorso”. Io non l’ho ancora finito, ma per quello che ho visto è fantastico. Praticamente bisogna registrarsi e poi si seguono 27 lezioni guidate: dopo queste 27 lezioni si riesce a scrivere a computer velocemente, con tutte le dita e senza guardare!!

Mitico!! (alla Homer Simpson)

Nono nono no… NO.

Scusate la volgarità ma… CAZZO, ci mancava questa! Non è possibile!!!

Cioè, proprio adesso che sono intrippatissima qui su WordPress, mia madre decide che sto troppo tempo al computer e che devo limitarmi. Ergo, probabilmente da domani mi controllerà. Ma vi rendete conto??? A parte il fatto che il computer è mio e l’ho preso con i miei soldi…ma cosa ci dovrei fare secondo lei con un’ora di computer al giorno? Già tanto se si accende in quel tempo!

Va be, lo ammetto. Che ci sto tanto (anzi tantissimo) è vero, e non so nemmeno che cosa faccio in tutto questo tempo. Non riesco a spiegarmi come i minuti pian piano diventino ore fino a occupare tutta la giornata. Credo che questa storia mi stia succhiando via la vita. Forse succhiare via la vita è un po’ drastica come espressione, però rappresenta il vero. Io mi sto perdendo qui. I miei contatti con la realtà stanno diventando sempre più sfumati. Mi ci sto…come si dice renfermer in italiano? Boh, non mi viene in mente la parola esatta, ma comunque il senso è quello. Il fatto è che non capisco se è il mio disagio nella vita di tutti i giorni che causa la mia alienazione nel computer oppure è a causa del computer che mi trovo a disagio. Forse entrambe le cose. Dev’essere un circolo vizioso. Maledetto quello che li ha inventati, sti circoli viziosi.

E allora cosa devo fare??? Non ci capisco più niente, e la mia mente ultimamente è sempre più una brodaglia.

AIUTOOOOO!!!