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A volte sono un’umanista…

A chi pregando chiede pazienza crede che Dio dia pazienza? O dia invece l’opportunità di essere paziente? A chi chiede coraggio Dio lo concede o dà l’opportunità di essere coraggiosi? A chi chiede la gioia di una famiglia più unita crede che Dio regali sentimenti rassicuranti o l’opportunità di dimostrare amore?

(cit. Un’impresa da Dio)

Espiazione

Di Espiazione non potevo non parlarvi.

L’ho guardato ieri sera (sempre sul solito Megavideo, ma ora ho un trucco da vera piratessa della rete per sbloccare il limite dei 72 minuti), perché me l’ha consigliato una mia amica.

Era a casa mia due giorni fa. Uno dei miei fratellini stava giocando con il videogioco di Narnia sulla Play, lei stava guardando. Ha visto il fauno, il signor Tumnus, e da lì la conversazione è stata più o meno così:
Ah sì, quell’attore è molto bravo!!
Già…
…Ed è anche un figo pazzesco.


Ha fatto un film bellissimo, Espiazione. Te lo consiglio!
Ecco, insomma: niente di che. Ne ho una caterva di film che devo guardare. Eppure…quello.

Ciò che mi ha colpito di questo film – probabilmente  è così anche nel romanzo, ma quello non l’ho ancora letto – ciò che mi ha colpito, dicevo, è che di ogni fatto vengono sempre date due versioni: una è quella vera, l’altra è filtrata dalla mente di Briony.

Sì, le nostre menti sono come dei filtri: assorbono solo gli aspetti della realtà che vogliono (in base a quello che noi vogliamo o non vogliamo sapere) e li uniscono per formare una verità. Così, la realtà ha mille sfaccettature diverse, tutte credibili, ma la maggior parte della quali illusorie. Me ne sono resa conto solo ora. Lo so, è incredibile.

Però in questo caso ci va di mezzo la vita di due persone. Ve lo dico, quando ho visto il finale ci sono rimasta letteralmente di merda. Tutto si stava aggiustando…ma purtroppo non può esserci sempre il lieto fine.

…È terribilmente drammatico, non credete?

Due partite

Due partite è un film molto bello.

Però non nascondo che mi ha messo addosso un’angoscia pazzesca. All’improvviso ho avuto paura che la mia vita stesse andando verso il nulla, che fosse destinata a fallire miseramente. La vita è difficile, forse anche troppo.

Prime

Per consolarmi di non aver visto la fine di Wimbledon ieri sera, stanotte ho guardato Prime. Lo faccio spesso di guardarmi film sull’iPod per tutta la notte, anche se so che è una pazzia visto che ho un iPod nano.

Be, tornando a Prime. È un film incredibilmente bello. Era da tempo che non vedevo un film così bello ma che non mi facesse piangere!

Meryl Streep è un’attrice che strepitosa è dire poco. E Brayn Greenberg per me è uno dei ragazzi più belli del pianeta. De gustibus. Il suo personaggio è esattamente il mio tipo di ragazzo: è spiritoso, ingenuo, semplice, genuino, curioso, spontaneo, in fondo legato alla famiglia…e poi con quelle espressioni da tenerone mi faceva morire!!

Ma…c’è un ma. Io vorrei…per una volta, vedere un film in cui l’incontro tra i due protagonisti sia almeno un minimo credibile. Non ne ho ancora visto uno. Voglio dire, poi tutto il resto della vicenda può essere irreale e melodrammatica quanto volete, ma la scintilla iniziale…

Tra l’altro Uma Thurman non mi sembra poi tanto bella da amore a prima vista, e in più secondo me ha l’espressività di un barbagianni!

Ma comunque. Non è credibile che i personaggi si innamorino solo per uno sguardo: non siamo all’epoca degli stilnovisti! Che cazzata è che per un solo sguardo all’improvviso entrambi sentono che “lui/lei non è come gli altri, c’è qualcosa di particolare…” Ma per favore! È scontato e inverosimile!

Poi per colpa di questi film io continuo a sognare e mi dimentico che nella realtà l’amore non viene da uno sguardo, ma da qualcos’altro, e spesso neanche si può chiamare amore alla fine.

Un’ultima domanda: perché l’hanno intitolato Prime questo film?

Wimbledon

Ooooooh eccheccazzo!! ODIO Megavideo!!!

Stavo guardando Wimbledon bella tranquilla e felice quando…puff! Come al solito viene fuori beffarda la frase You have watched 72 minutes of video today. Please wait 47 minutes or click here to enjoy unlimited use of Megavideo. che per me equivale a Abbiamo 0 tatto e non ce ne frega niente della tua sensibilità, quindi per continuare a guardare questo film devi scucire il malloppo. Sì, perché io non posso aspettare così tanto, mio padre sta per staccare il modem!!

E così…me ne rimango qui a sognare la mia storia d’amore inesistente, aspettando domani per godermi finalmente la fine del film… Intanto mi sto appassionando al tennis… xD

Le storie d’amore e la bellezza

Non è giusto.

Cioè, nei film fanno sempre vedere delle storie d’amore che alla fine su cosa si basano? Sulla bellezza. I personaggi si avvicinano SEMPRE per la bellezza.

Anche in Moulin Rouge, il film che ho visto ieri sera. Ok, sorvoliamo sul fatto che ho pianto come al solito e che poi ero talmente angosciata dal non-lieto-fine che ci ho messo due ore buone ad addormentarmi.

Ma oggi, riflettendo più lucidamente, mi sono chiesta che cosa ci trovi di bello Christian in Satine. Voglio dire, di Christian mi sarei innamorata anch’io: un ragazzo così…perfetto…un poeta…uno che darebbe la vita per stare con te e per farti felice…per non parlare di quegli occhi azzurri penetranti. Ma lui in lei cosa ci trova? Non dico che non sia bellissima, per carità, ma…solo quello?

Allora devo dedurre che ai brutti non si avvicinerà mai nessuno. Se è la bellezza che conta, almeno all’inizio…

Come tu mi vuoi

 

 

Io sono come Giada.

E il peggio è che critico tanto la gente superficiale, ma anch’io, se mi dessero l’occasione per avere la loro vita, mi perderei nel loro mondo e diventerei una ragazza fatta con lo stampino.

 

 

NOTA FINALE: Questo post l’ho inserito con la data in cui mi è venuto questo pensiero strano. Però nella realtà io in questa data mi trovavo ancora nel paesino di montagna (dove tra parentesi non c’era nient’altro che il nulla – ma in compenso c’era un terrazzo stupendo). Perciò niente di strano.

Cioccolato…

Ma guardare film come La fabbrica di cioccolato o Chocolat non vi fa venire voglia di apprendere la misteriosa arte del cioccolato e di aprire una cioccolateria?

Passengers – Mistero ad alta quota

Ci sono dei film che ti sconvolgono. Nel mio caso è così per quasi tutti i film.

Passengers – Mistero ad alta quota l’ho appena visto. E’…incredibile. E poi quel finale che capovolge tutta la storia…non me lo sarei mai e poi mai immaginata.

 

 

Certe volte mi capita di chiedermi se magari io non abbia rimosso qualcosa. Sapete, rimuovere nel senso psicologico del termine. Magari ci sono cose del mio passato che assolutamente non ricordo. Chissà come dev’essere…

Ma a parte questo.

Il silenzio e la solitudine della notte sono le condizioni ideali perché la mia mente lavori. Se avessi visto questo film un pomeriggio di sole insieme a delle amiche avrei fatto commenti tipo “Ma Eric quant’era figo? Avete visto che occhi??” oppure “Nooo!! Non ci sarei mai arrivata!!” o ancora “Lei mi piace come attrice”…

Ma da sola… Vederlo mi ha dato i brividi.

Mi sento come…sospesa. Lontana dal mondo. Mi sento come se dovessi morire da un momento all’altro. Come se dovessi concludere tutto in fretta prima che un giorno qualunque, per caso, la vita finisca.

Lo so, la mia mente produce pensieri strani (vedere il titolo del blog), però il peggio è che la verità è proprio questa. Prima o poi tutto finisce. E piangere non risolve nulla. E nessuno può consolarti, e dirti che andrà tutto bene.

Così me ne vado a letto, anche se non vorrei, anche se non me la sento di chiudere gli occhi su questa giornata…così.

You (Always something)

Ieri ho rivisto “I passi dell’amore”. Potrei dilungarmi per ore a parlare di quel film. Ma dico solo che – sarà che lo vedo sempre da sola e nel cuore della notte – ogni volta piango. Anche se mi ricordo tutte le scene a memoria, ogni volta è una sorpresa, ogni volta sento le lacrime scendere dai miei occhi e bagnarmi tutta la faccia, e anche gli auricolari, senza sapere il perché. E’ impossibile trattenersi, è più forte di me.

E poi c’è questa canzone…

There’s always something
In the way
There’s always something
Getting through
But it’s not me
it’s you

Sometimes ignorance
Rings true
But hope is not in
What I know
Not in me
It’s in you

It’s all I know

And I find peace
When I’m confused
I find hope when
I’m let down
Not in me
But in you

I hope to lose myself
For good
I hope to find it in the end
Not in me
It’s you
It’s all I know

 

Devo trovare quel you. Chiunque o qualunque cosa sia. La chiave di tutto dev’essere proprio quello. Ciò che mi darà pace, e speranza, che mi farà trovare il bene, ciò che è sempre e da sempre dentro di me, anche adesso che ancora non ho capito cos’è. Chissà se esiste davvero.

…Ma deve esistere.

E’ come il vento. Non lo vedo… ma lo percepisco.