Ieri sera mi sono guardata Paycheck. Non so perché io l’abbia scaricato, visto che non ne avevo mai sentito parlare. (Ooooh no, non c’entra niente il fatto che il protagonista sia quel belliiiissimo attore che risponde al nome di Ben Affleck!
)
Be, insomma, l’ho guardato. Sinceramente mi è piaciuto, molto. E’ un po’ fantascienza, un po’ avventura, un po’ così e un po’ cosà.
Praticamente è la storia di un ingegnere che lavora segretamente per varie grandi aziende. Ogni suo lavoro dura otto settimane, durante le quali si stabilisce presso l’azienda e lavora lavora lavora. Al termine delle otto settimane, la sua memoria viene cancellata, perché tutto il suo lavoro deve rimanere assolutamente segreto, appunto.
Solo che un bel giorno un suo “amico” gli propone un lavoro con un guadagno di milioni di dollari in azioni ma che dura…tre anni. Un po’ titubante, lui accetta. Poi si risveglia tre anni dopo e si accorge di varie stranezze, e così cerca di capire, con l’aiuto di indizi che lui stesso si era lasciato, cosa cappero è successo in quei tre anni.
E’ un po’ angosciante, anche. Io trovo sempre un aspetto…per così dire…moraleggiante, e questa volta c’è una cosa che riguarda il futuro. E’ una posizione di cui sono sempre stata convinta: se noi potessimo vedere il futuro, non avremmo più un futuro, perché tutti i nostri sforzi sarebbero in vista della realizzazione di ciò che abbiamo visto, e ciò che abbiamo visto si realizzerebbe proprio per questo motivo. L’ho detto in modo un po’ contorto, in effetti…
E un’altra cosa mi angoscia di questo film. C’è un momento in cui si parla della possibile distruzione del mondo. E io non credo che, per com’è messo il mondo oggi, una distruzione totale non sia possibile. Anzi… E’ uno dei motivi per cui mi viene da usare un luogo comune come “Si stava meglio quando si stava peggio“, nel senso che…in passato si ritenevano enormemente grandi cose che potevano distruggere più uomini in una volta, e questo è crudele, ok, ma era inconcepibile poter distruggere un intero paese in una volta, e il mondo, poi…
Ok, ho detto cose un po’ confusionarie, lo ammetto. Non sapevo come spiegare!