Questo post si è fatto un po’ attendere, già. È che avrei davvero tante ma tante cose da dire. Cioè, cazzo, è Parigi, mica una merdina qualunque. Ed è la leggendaria gita di quinta superiore!
Eh…sì…dopo Parigi ci sono rimasta sotto di brutto.
Ci credete che nemmeno volevo partire, all’inizio? Ma sì, perché fondamentalmente io sono una pantofolara, e di stare via una settimana con gente con cui non mi trovo non mi andava giù.
E invece eccomi qui, che vorrei rivivere quella gita mille e mille e mille volte.
La città è bellissima. Ma proprio bella. Dai quartieri dove sembra di stare a Milano fino ai Grands Boulevards e alla Tour Eiffel e a Notre Dame e tutto il resto. Mi è piaciuto tutto. Musei, chiese, negozi. Ogni cosa, ogni piccola cosa, era meglio di qualsiasi aspettativa.
Non so, per la prima volta dopo un sacco di tempo mi sono sentita a casa. Soprattutto quando il lunedì sera abbiamo passeggiato lungo la Senna, vicino a Notre Dame, al chiaro di luna. Ora, già se c’è una cosa a cui assolutamente non posso resistere è la luna piena, ma poi lì era veramente…boh, non so come spiegare. Era bellissimo. Non sono più tanto sentimentale, ma lì a momenti mi commuovevo. Mi sentivo come se…fosse il posto per me, dove avrei potuto correre, ridere, o anche piangere, senza dovermi vergognare di niente.
Ho avuto il mio solito intrallazzo amoroso (sì, solito, come se cuccassi così tanto…). Siccome mi piace un mio compagno di classe lì mi sono avvicinata a lui e dopo un bel po’ mi sono anche dichiarata. Ovviamente è finito in un nulla, ma…boh. È stato bello lo stesso. Poi tra l’altro una notte ho dormito nel suo letto! (Inutile dire che da quella notte continuo a pensarci.)
Ho preso l’aereo per la prima volta nella mia vita, e non ho avuto nemmeno paura! Anzi…è fantastico!!
E poi…che altro? Be’, sono andata da Starbucks per la prima volta. E mi hanno fatto bere alcool per la prima volta, e ci ho preso gusto. E mi hanno fatto fumare per la prima volta, e lì in effetti ci ho preso un po’ troppo gusto (così ora sono ufficialmente una fumatrice). E ho rivalutato praticamente ogni singola persona della classe. E mi sono sentita qualcuno.
Una settimana e sono successe un botto di cose.
Cioè, non posso raccontarvi più di tanto, perché per capire avreste dovuto esserci. Essere nella mia testa in quei momenti.
Ah, comunque invidio un sacco le parigine, soprattutto per i loro vestiti… No, davvero, sono perfette!
Dopo sei giorni di faticacce sono tornata a casa stanca morta.
Ma ne è valsa la pena, altroché.