Archivio delle Categorie: Mondo & Co.

A beautiful mind

Stasera ho guardato A beautiful mind. Dato che ormai sono dieci anni che è uscito, immagino che molti di voi l’avranno già visto.

Io è da quando ho fatto lo stage all’Università di Parma, a giugno, che voglio guardarlo. Che voglio capire chi è ‘sto John Nash, cos’è ‘sta Teoria dei Giochi, e via dicendo.

Ok, ora John Forbes Nash Jr. è tipo il mio mito. Sarò stupida, ma…certe volte, quando scopro la storia di queste menti geniali, la cui genialità era causa e conseguenza di malattie come, nel caso di Nash, la schizofrenia…mi verrebbe da desiderare di essere altrettanto geniale anche a costo di essere schizofrenica o cose così. Boh, mi attira troppo l’idea.

Bene, ora credo di essere convinta ormai in via definitiva di voler studiare Matematica l’anno prossimo. Non sarò un genio, non inventerò nessuna nuova teoria, sicuramente non respirerò neanche quell’atmosfera di grandiosità che c’era a Princeton…però almeno capirò – finalmente – qualcosa.

E lo tollererai solo in quanto eccezione, e lo tollererai solo in televisione, lo chiamano gay…e tu pensi ricchione.

Argomento del post: omosessualità. Esatto.

È che oggi abbiamo fatto un’assemblea d’istituto sul tema. E abbiamo guardato un film che ho da un sacco di tempo ma che ancora non mi ero decisa a guardare: Milk.

…santo cielo, credo sia appena diventato uno dei miei film preferiti!

Davvero, se non l’avete guardato fatelo al più presto.

Innanzitutto per il personaggio. Io Harvey Milk non l’avevo mai sentito nominare prima, lo ammetto. E invece adesso il suo nome è subito collegato, nella mia mente, a un uomo – un uomo vero - pieno di coraggio, un uomo che avrebbe avuto tutta la mia stima, un uomo che è stato assassinato ingiustamente (come la maggior parte delle persone che in questo mondo tentano di fare del bene).

Guardatelo anche per il film stesso, che è fedelissimo agli eventi realmente accaduti e che in generale è fatto benissimo, per quanto io possa intendermene di cinema e di realizzazione di un film.

Se siete donne guardatelo anche per gli attori, perché…non vorrei sembrare un’oca, ma…ecco…c’è una montagna di fighi in quel film!! Anche se interpretano dei gay sono comunque arrapanti. :D Che poi alla fine scopri che tutta quella gente è esistita davvero, che sti tipi anche se non erano esattamente uguali agli attori erano comunque molto simili e che alcuni sono ancora vivi, e che sono davvero degli attivisti (vedi Cleve Jones e il suo NAMES Project AIDS Memorial Quilt).

Guardatelo per sconvolgere tutto quello che pensavate sui gay. Cioè, io per esempio facevo molta fatica ad associare l’omosessualità all’amore, e invece in questo film di amore ce n’è veramente un sacco.

E soprattutto guardatelo per rifletterci su. Per riflettere su quanto male hanno subito gli omosessuali e tutte le altre minoranze in quel periodo e in quel luogo e in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Per chiedervi se sia giusto che in 78 Paesi l’omosessualità sia ancora considerata un reato (e in 7 di questi punibile con la morte!), alla vigilia del 2011, quando poi ci vantiamo di essere gli animali più avanzati, gli unici animali con un’anima.

Pazzesco.

L’omosessualità dovrebbe essere vista – perché la è - come una caratteristica qualunque di un essere umano. Neanche dovrebbero servire fior di assemblee e campagne di sensibilizzazione, secondo me, perché queste cose già partono dal presupposto che ci sia qualche problema da risolvere!

E, in ogni caso, “lo tollererai solo in quanto eccezione“, cantava Daniele Silvestri. Ok, ti concedo di essere gay, di essere “un diverso”, purché tu stia nel tuo e non mi ci metta in mezzo.

È un argomento complicato, questo, non ho le parole giuste per parlarne, e non ho ancora opinioni abbastanza solide da esprimere. Ancora non capisco perché tante persone al mondo discriminino altre persone per cose puramente fisiche. Come se io adesso mi mettessi a discriminare le bionde perché le more sono la razza forte. Cioè, non ha senso! L’unica cosa che so è che ogni singolo essere umano ha diritto alla vita e ha diritto alla libertà e ha diritto a tutto quello a cui hanno diritto tutti gli altri, perché o tutti o nessuno.

 

 

Mi chiamo Harvey Milk, e sono qui per reclutarvi tutti!

- PARIGI – (12 days after)

Questo post si è fatto un po’ attendere, già. È che avrei davvero tante ma tante cose da dire. Cioè, cazzo, è Parigi, mica una merdina qualunque. Ed è la leggendaria gita di quinta superiore!

Eh…sì…dopo Parigi ci sono rimasta sotto di brutto.

Ci credete che nemmeno volevo partire, all’inizio? Ma sì, perché fondamentalmente io sono una pantofolara, e di stare via una settimana con gente con cui non mi trovo non mi andava giù.

E invece eccomi qui, che vorrei rivivere quella gita mille e mille e mille volte.

La città è bellissima. Ma proprio bella. Dai quartieri dove sembra di stare a Milano fino ai Grands Boulevards e alla Tour Eiffel e a Notre Dame e tutto il resto. Mi è piaciuto tutto. Musei, chiese, negozi. Ogni cosa, ogni piccola cosa, era meglio di qualsiasi aspettativa.

Non so, per la prima volta dopo un sacco di tempo mi sono sentita a casa. Soprattutto quando il lunedì sera abbiamo passeggiato lungo la Senna, vicino a Notre Dame, al chiaro di luna. Ora, già se c’è una cosa a cui assolutamente non posso resistere è la luna piena, ma poi lì era veramente…boh, non so come spiegare. Era bellissimo. Non sono più tanto sentimentale, ma lì a momenti mi commuovevo. Mi sentivo come se…fosse il posto per me, dove avrei potuto correre, ridere, o anche piangere, senza dovermi vergognare di niente.

Ho avuto il mio solito intrallazzo amoroso (sì, solito, come se cuccassi così tanto…). Siccome mi piace un mio compagno di classe lì mi sono avvicinata a lui e dopo un bel po’ mi sono anche dichiarata. Ovviamente è finito in un nulla, ma…boh. È stato bello lo stesso. Poi tra l’altro una notte ho dormito nel suo letto! (Inutile dire che da quella notte continuo a pensarci.)

Ho preso l’aereo per la prima volta nella mia vita, e non ho avuto nemmeno paura! Anzi…è fantastico!!

E poi…che altro? Be’, sono andata da Starbucks per la prima volta. E mi hanno fatto bere alcool per la prima volta, e ci ho preso gusto. E mi hanno fatto fumare per la prima volta, e lì in effetti ci ho preso un po’ troppo gusto (così ora sono ufficialmente una fumatrice). E ho rivalutato praticamente ogni singola persona della classe. E mi sono sentita qualcuno.

Una settimana e sono successe un botto di cose.

Cioè, non posso raccontarvi più di tanto, perché per capire avreste dovuto esserci. Essere nella mia testa in quei momenti.

Ah, comunque invidio un sacco le parigine, soprattutto per i loro vestiti… No, davvero, sono perfette! :)

Dopo sei giorni di faticacce sono tornata a casa stanca morta.

Ma ne è valsa la pena, altroché.

Domani vado a Parigi, sto via una settimana.

Poi vi faccio sapere.

Come sono ora

Un quarto, al quale tutto va bene, vedendo che gli altri (che egli potrebbe benissimo aiutare) si dibattono fra gravi difficoltà, ragiona così: “Che me ne importa? L’altro sia felice quanto piace al Cielo o quanto può esserlo da solo; io non lo priverò di nulla, anzi neppure lo invidierò; ma non intendo dare alcun contributo al suo benessere e soccorrerlo nel bisogno”. Ora, se questo modo di vedere divenisse una legge universale di natura, il genere umano potrebbe senz’altro continuare ad esistere e certamente in condizioni migliori di quelle in cui tutti vanno cianciando di simpatia e benevolenza o magari affaccendandosi per metterle in pratica in certi casi, ma anche, appena possono, ingannando, e intrallazzando ai danni di terzi e cercando di recar loro ogni sorta di danno.

Poi va be, Kant usa queste parole per affermare il contrario, ma io preferisco fermare qui la citazione.

Perché, anche se non ci crederete, è così che ragiono ora.

MA PERCHÉ LE PERSONE NON VOGLIONO ACCETTARE L’IPOTESI CHE LA VITA POTREBBE NON AVERE SENSO?

È un’ipotesi come un’altra, e in realtà mi sembra molto più plausibile.

Il mio lato materialista

Vedete…il fatto è questo: oggi un mio amico è caduto da non so dove mentre era al lavoro e si è spaccato la testa. Cioè, non è morto, però ci è andato molto vicino. E probabilmente non è nemmeno ancora fuori pericolo, per quanto ne so. Diciamo che dalle mie parti succedono spesso cose di questo genere, di gente che arriva a un soffio dal rimanerci secca.

Io…io me ne faccio di domande, sì. I fatti in sé mi sconvolgono fino a un certo punto, visto che ultimamente non mi sento legata a nessuna persona del mondo. E non è nemmeno che io faccia finta che non dobbiamo morire tutti, nella vita di ogni giorno, anzi, io di solito sono proprio quella che fa da Memento mori.

Per cui quando succedono fatti così, e così vicini, mi metto ad analizzarli quasi con freddezza, e mi viene da pensare che alla fine la vita è come un gioco di cui non solo nessuno ti ha spiegato le regole, se ce ne sono, ma in cui addirittura nemmeno c’è uno scopo: cioè, a scacchi devi mangiare il re e hai vinto, a dama devi mangiare tutte le pedine degli altri e hai vinto, a tris devi mettere tre crocette o pallini in fila e hai vinto, a scala 40 devi mettere giù tutte le carte per primo e hai vinto, ma la vita? Quand’è che hai vinto?

Nella vita non hai mai vinto. L’unico scopo è quello dell’autoconservazione, per cui ognuno lotta come può, per cui ognuno fa determinate scelte e non altre. Ma una volta che hai migliorato la tua vita che cos’hai in mano? Un bel niente. Il finale è sempre lo stesso.

Sto tirando fuori il mio lato materialista, non riesco più a fare altrimenti.

11 settembre

ore 9.05: sveglia
«È l’11 settembre. 11 settembre… Oooooh, sì. La solita giornata piena di servizi speciali e link strappalacrime su Facebook…».

Mi sento un sacco stupida dopo aver letto le esperienze di ragazzi statunitensi che quel giorno erano alle medie o al liceo: i genitori spaventati che li andavano a prendere a scuola, tutti davanti alla tv shockati, chiamate a non finire, notizie di parenti morti nell’attentato.

Io, non vivendo negli States, l’unica cosa che mi ricordo è che le Torri Gemelle in fumo mi hanno interrotto BimBumBam. E…se devo essere sincera…ancora oggi, dopo nove anni di servizi commemorativi ogni 11 settembre, ho capito ben poco.

L’ho detto che non me ne intendo di politica e di questi fatti internazionali, di solito la metto più sul piano “Il male nasce dall’ambizione dell’uomo” o cose così un po’ filosofiche. Ma di fatto non ci capisco niente.

Qualcuno prima o poi mi spiegherà, oppure io prima o poi maturerò.

Il giovane Holden

Il giovane Holden… Salinger… Non me l’aspettavo così. Pensavo che fosse un libro paccoso, sapete, forse perché è strafamoso e tutto.

Invece mi ha stupito un sacco. Anzi, a dirla tutta credo di poterlo annoverare tra i miei libri preferiti.

Penso che lo leggerò anche in lingua originale (The catcher in the rye), anche perché ha uno stile tipo lingua parlata, e in inglese ha sicuramente tutto un altro sapore. E poi basta guardare il titolo originale, quanto è bello ed evocativo.

Holden mi sembra un ragazzo molto più vero di tanti ragazzi in carne ed ossa. Lui si accorge della falsità di questo mondo, eppure rimane sempre sé stesso, nonostante tutto. È svogliato, e non si fa tanti scrupoli a fare cavolate, ma…ha un cuore enorme.

È questo che mi piace immensamente: è il più grande bugiardo della storia (lo dice lui stesso) ma allo stesso tempo è così…vero, non trovo un’altra parola. Non gli piace più di tanto la religione, ma allo stesso tempo fa azioni bellissime quando vuole. Boh, non so come spiegare.

Se esistesse me lo sposerei, seduta stante. Sempre che lui fosse d’accordo.

…ma certo che lo sarebbe! Sono la sua ragazza ideale!

Ma che cavolo dico? Io sarei sicuramente una delle persone che odia. Io mi sono venduta alla falsità da tempo.

Snap back to reality (oh, there goes gravity)

Ok, ci sono. Ho fatto un sospirone e poi ho schiacciato Nuovo articolo. Cavoli, ma WordPress è cambiato dall’ultimo post! Quant’è passato? Un mese? Mmm, andiamo a vedere… 1 mese e 1 giorno.

Era da qualche giorno che pensavo di ricominciare a scrivere. Non so perché, non so se per davvero e non so per quanto.

In effetti non ho molto da dire, ma non vi preoccupate che se adesso mi metto a imbastire un discorso ne trovo di cose.

Dunque. In questo mese essenzialmente non è cambiato niente. Non so se ho mai parlato della mia estate tipica, che in realtà è tipica solo da un paio d’anni, ma a me sembra una vita. Be, insomma, la mia estate tipica consiste nel passare tre quarti del mio tempo al computer, salvo sporadiche capatine fuori di casa (la parola chiave qui è sporadiche), fare qualche compito, leggere qualcosa, fare qualche lavoro di casa, mangiare una Coppa del Nonno o affini a merenda. Morire di caldo. Cose così. Tutto tranne quello che per tutto l’anno ho rimandato all’estate.

Se volete posso parlarvi delle mie ultime scoperte e di altre cosine varie. No che non volete, e poi non so neanche a chi mi sto rivolgendo, già, probabilmente a nessuno. Ma siccome voglio fare un post lungo ne parlo lo stesso.

Bene, inizio. Vado per punti, e non vi assicuro un legame tra i vari punti. Anzi, meglio non illudere nessuno: di legami non ne hanno. Però sono in ordine cronologico!

  • Sono stata al matrimonio più brutto del mondo. E non solo perché lo sposo era un mostro ed aveva un vestito orribile (non per niente girava la classica battuta della bella e la bestia). Cioè boh, era tutto l’insieme. C’era un sacco di gente cafona, pensate che gli amici dello sposo venivano dritto dritto dalla movida milanese, sapete quella gente che è snob fino alle dita dei piedi? E sua sorella era troppo inquietante, sembrava un trans! La messa è stata così penosa (tutti che ridevano e il prete che ha parlato di tutto meno che delle letture o degli sposi) che quando siamo usciti mia nonna ha chiesto, tutta scandalizzata, se il matrimonio era valido. E’ stato da quella sera che ho cominciato a sognarmi il mio matrimonio: io voglio che il mio sposo mi canti Accidentally in love! Non so perché, mi sono proprio fissata con questa scena!
  • Ho finito, con mia grande desolazione, di guardare le tre serie di The Big Bang Theory. Ora aspetto con ansia la quarta serie, e anche se in autunno mandano su Italia Uno le puntate che ho già visto io mi rifiuto categoricamente di guardarle in italiano. In ogni caso, credo che sia il telefilm più maledettamente geniale che sia mai stato inventato. No, sul serio, dovete guardarlo.
  • Per una determinata quantità di tempo non c’è stato caldo. Positivo. Ero più di buonumore quando c’era “freschino”. Solo che negli ultimi giorni abbiamo recuperato, a quanto pare. Mi mancano i temporali ogni notte.
  • Ho scoperto, per caso, girando su MTV, la canzone più bella del mondo. Va be, non è la più bella del mondo. Ma è veramente bella bella bella. E’ Airplanes di B.o.B (mi piace come rapper, parla in modo troppo strano!) e Hayley Williams (cantante, oltre che bella, fantasticamente brava). Inoltre c’è Airplanes Part 2 (che non linko perché su YouTube non se ne trova una che sia una nella tonalità giusta che piace a me), che ha in più una strofa di Eminem: è ancora più bella, se possibile. Sapete…non ci avevo mai pensato agli aeroplani come stelle cadenti: ora ci penso.
  • Ho fatto vari sogni di quelli stranissimi che ti svegli e non capisci più niente. Una volta, per esempio, ero inseguita dalla polizia per essere stata tutto il giorno nel bagno di un ospedale senza pagare. Due volte. Una delle due venivo colpita con una specie di frusta elettrica e mi vedevo veramente spacciata. Roba da matti.
  • Ho scoperto di avere un vicino veramente figo da tutti i lati. Tranne dal lato dello status familiare, poiché è sposato. No, be, anche questo ha il suo fascino. E poi è un militare!
  • Mi sono fatta le ossa con Eminem. Credo di averne parlato, un po’ di tempo fa. Ho cominciato ad ascoltarlo a marzo, poi dopo un po’ avevo più o meno smesso, avevo smesso di ascoltare solo le sue canzoni. Ora ho ricominciato, e con più forza. Ho ricominciato il giorno dopo aver visto 8 Mile: era da tempo che volevo guardarlo, e sicuramente non mi sono pentita di averlo visto. Da allora ho cominciato a scaricare sue canzoni a più non posso, e dopo aver letto un libro che parla di lui e della sua musica in modo molto dettagliato (Whatever you say I am. La vita e i giorni di Eminem di Anthony Bozza) ho scoperto che anche molte delle sue canzoni delle origini, che sono abbastanza diverse da quelle degli ultimi album, mi piacevano, e che non mi interessava quante parolacce c’erano dentro, e quante cattiverie e frasi scandalose. Quel libro fa capire davvero tante cose. A Natale mi faccio regalare tutti i suoi CD. Mi sento veramente attratta dal suo personaggio, non so bene perché. Mi piace veramente! (e non solo perché è bello) Mi piace la sua voce, il modo irriverente che ha di imitare gli altri e di sfottere tutto e tutti, le basi dei suoi rap… Cazzo, certe volte vorrei saper rappare.
  • Mi sono resa conto che io ho un problema veramente grave. (No, be, non solo uno) Io ci entro troppo nelle cose. Io…se leggo un libro, o guardo un film, o ascolto una canzone, o cose del genere ci entro dentro completamente, come fossi un guscio vuoto che aspetta di essere riempito da altri. E così sono del tutto in balia di questo. Non provate a dire che è normale: è morboso. Già, si chiama alienazione.
  • Ho letto vari libri per la scuola (Au Bonheur des Dames, I Malavoglia, The picture of Dorian Gray, La coscienza di Zeno), e miracolosamente mi sono piaciuti tutti! (La coscienza di Zeno non tantissimo, però aveva un buon odore) I Malavoglia ha una spiegazione di fondo verissima, cioè, con il Ciclo dei Vinti di Verga ci si può spiegare buona parte dell’umanità, l’umanità che ambisce sempre e comunque, indipendentemente da quello che ha, a qualcosa di più, «l’accorgersi che non si sta bene, o che si potrebbe stare meglio». The picture of Dorian Gray naturalmente è un capolavoro, anche solo per tutti gli aforismi di cui Wilde l’ha infarcito: tutti veri, dal primo all’ultimo, e tutti angoscianti.
  • Ho guardato vari film che mi hanno ridato fiducia nell’amore. No, è una balla, ma sarebbe bello che fosse vero, no? Però i film li ho guardati davvero, ed erano anche carini, ben o male: Love actually, Un amore sotto l’albero, Bright Star, What women want, Qui dove batte il cuore, Qualcosa di speciale (l’altro giorno al cinema)… Sì, meritano.
  • Dopo The Big Bang Theory ho cominciato (anzi, ricominciato dopo aver smesso l’estate scorsa) a guardare Nana. E’ un anime, il primo anime a cui io mi sia mai affezionata. Adesso (sempre per Natale) mi faccio regalare un po’ di numeri del manga, voglio scoprire come va avanti la storia! No perché all’inizio dell’anime è quasi tutto divertente, poi però diventa tutto molto cupo. Molto cupo.
  • E dopo Nana ho guardato Eli Stone, perché ho scoperto che c’era una seconda serie. La seconda serie non mi è piaciuta tantissimo, ma comunque quel telefilm mi piace: c’è il mistero, la questione fede-scienza, l’amore, il passato, la comicità. C’è tutto.
  • E dopo Nana, cioè ora, sto guardando La vita segreta di una teenager americana. Dalla pubblicità sembrava molto meglio. Più che altro mi incuriosiva quella pubblicità in cui tutti i personaggi dicevano «sesso?» «sesso!» «sesso…» «sesso.», ma non mi aspettavo che fosse davvero a questi livelli! Cioè, in ogni puntata la parola «sesso» viene pronunciata almeno…25 volte! Poi va be, ovviamente io mi faccio prendere lo stesso, e comincio a sognare, e a desiderare le vite degli altri (di altri che, peraltro, non esistono nemmeno!), però rimango abbastanza lucida, me ne accorgo lo stesso che in certi momenti è demenziale. Solo una cosa mi chiedo: ma in America funziona davvero così? Non mi riferisco alle scuole, quelle sono belle, chi non ha mai desiderato di andare al liceo in America?, io mi riferisco alla perdità della verginità non più tardi dei 15 anni. Dai, ditemi di no!
  • Finalmente – finalmente - ho guardato Sherlock Holmes: è veramente bello! Io pensavo di rimanerne delusa, perché i personaggi non erano come me li ero immaginata leggendo i libri…e invece ho dovuto ricredermi: sono esattamente come devono essere. Sherlock Holmes potrà anche fare il pugile e cose così, ma rimane un pazzo, che durante le indagini si mette a leccare per terra, che prova a impiccarsi, che è sempre perennemente sicuro di se stesso, che attacca proprio quando sembra sul punto di cedere e alla fine dà la sua bella spiegazione del caso facendola sembrare più che ovvia. Mi è piaciuta l’ironia che permeava il film, e anche la storia, che sembrava surreale (per un momento mi sono sentita costretta a credere che quel tipo fosse davvero un mago o qualcosa del genere!). Ecco, forse la cosa che dai libri non mi sarei aspettata era che Sherlock Holmes e Watson fossero dei bonazzi.
  • Un altro film che ho guardato è The final cut. Non guardatelo, se vi angosciate facilmente! La storia è veramente allucinante. Non avete mai pensato a come sarebbe se avessimo in testa una telecamera che filma ogni momento della nostra vita a partire dalla nascita attraverso i nostri occhi? Io sì. E guardando questo film ho capito che sarebbe un’angoscia totale.
  • La mia felicità sarebbe perfetta, se non fosse la fuggente angoscia di frugarne il segreto per ritrovarla domani e sempre. Ma forse confondo: la mia felicità sta in quest’angoscia. E ancora una volta mi ritorna la speranza che forse domani basterà il ricordo. (Cesare Pavese)
  • Ho odiato più o meno tutto e tutti in questo mese. Conta qualcosa che però non vorrei odiare?
  • Lunedì ho visto un concerto dei 30 Seconds to Mars su MTV…mi ha ripreso la passione! Sono davvero bravi. Cioè ma l’avete sentita This is war? A beautiful lie? From yesterday? The kill? A modern myth? E, cavoli, Jared Leto ha una voce strepitosa.
  • Ho letto L’ospite di Stephenie Meyer. Sì, sì, quella di Twilight. Mi sono resa conto che il suo stile non mi piace tanto, forse perché è un po’ come il mio e quindi mi accorgo troppo dei meccanismi che ci sono sotto. Però quando mi sono appassionata alla storia…basta, lo stile non esisteva più. E ieri sera ho voluto finirlo a tutti i costi: il costo è stato di andare a letto alle 3, ma non avevo minimamente sonno, e non ero stanca anche se avevo i gomiti distrutti (è una posizione difficile da tenere, con il busto). E’ una bella storia, forse un po’ scontata ma neanche tanto. E’ bella, molto più di Twilight. Sarebbe bello che facessero il film, basta che non saltino fuori delle fan bimbominkia!
  • Mi sto appassionando a Reazione a catena! E’ un programma stupido, e probabilmente sono repliche, ma mi piace un sacco, e poi i campioni di adesso mi stanno simpaticissimi!
  • Mi sento un’aliena. Non importa quante persone mi dicono che mi vogliono bene (che comunque sono ben poche), non c’entra che io abbia una famiglia, che il mondo possa sembrare bello, che se mi sforzassi potrei migliorare la mia vita. Non conta niente. Io sento sempre di non c’entrare niente. E’ troppo brutta come sensazione.

Ok, direi che basta. Ho scritto un post lungo come un blog intero, ma non mi sento in colpa, tanto so che semmai qualcuno ha aperto la pagina sicuramente non è arrivato fino a qua. Sono veramente noiosa e rompipalle, io per prima non mi sarei letta.

  • La mia felicità sarebbe perfetta, se non fosse la fuggente angoscia di frugarne il segreto per ritrovarla domani e sempre. Ma forse confondo: la mia felicità sta in quest’angoscia. E ancora una volta mi ritorna la speranza che forse domani basterà il ricordo. (Cesare Pavese)