È che avrei tante di quelle cose da dire.
Potrei raccontarvi, ad esempio, del seguito di quell’intrallazzo amoroso iniziato a Parigi. Intrallazzo rigorosamente unilaterale.
Ecco, oggi forse non è il giorno giusto per parlarne, perché ho…diciamo, più o meno litigato con lui. Si può definire un litigio una scenata in cui lui mi implora di dargli l’accendino per andare a fumare e io rifiuto maldestramente per sembrare determinata a non farmi trattare come una merda secca e lui dice «Dai, ti prego, sto morendo!» e io gli urlo «NON MI INTERESSA! SPERO CHE MUORI!»?
Il fatto è che tanto ci sto male solo io, come lui si è premurato di farmi notare. Sta facendo un po’ lo stronzetto.
Adesso mi sento…non so se avete presente questa sensazione. Quando mi guarda con quell’aria di sfida, di strafottenza, io vorrei…vorrei…GRRRRR! Vorrei fargli male, vorrei farlo sentire male! Ed è frustrante sapere che non ci riuscirò perché lui ha capito di essere più forte e di conseguenza pressoché invincibile, è frustrante rendersi conto che posso mandarlo a fanculo fino ad essere sfinita e a lui non interesserà mai niente. È frustrante volerlo odiare e non esserne capace.
…amore. Bah.






