Archivio Mensile: dicembre 2010

2010 – The End

Ecco, è finito un altro anno. Quest’anno niente “Anno nuovo, vita nuova”, no, è solo una convenzione.

La vita è sempre la solita, vecchia, vita.

Però boh, credo sia normale, il 31 dicembre, guardare agli ultimi 365 giorni e fare un bilancio della situazione. Io preferisco non fare un bilancio perché ci rimarrei molto male. Non che non ci siano stati momenti felici quest’anno. Solo che è stato un anno qualunque.

No, in realtà gli ultimi due mesi sono stati tutt’altro che qualunque. Dopo Parigi, lo sapete… Sono cambiata. In realtà dentro sono sempre la stessa, ma faccio cose che prima non facevo. E non so però se esserne felice o turbata.

In ogni caso, io concludo l’anno con una delle Operette morali. Sapete anche che sono innamorata, tra gli altri, di Leopardi, e il Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere ci sta troppo. Leggetela, è corta e fa riflettere (o, se già come me riflettete anche troppo, fa deprimere).

Basta.

BUON ANNO!!

PS: Volevo mettere il fantastico titolo </2010> a questo post, ma ovviamente non me lo lasciava mettere, per cui.

And so this is Christmas.

Prima di stare a guardare i miei fratellini che mettono giù Gesù bambino nel presepe (quest’anno nessun “cenone” della Vigilia da noi, cena alle 18.45, tutto anticipato e via), prima di farmi la doccia, prima di andare a cantare nel coro della messa di mezzanotte (che forse tra tante cose è la parte più divertente)…colgo l’occasione per rendere noto ai pochissimi lettori rimasti che quest’anno ho chiesto a Babbo Natale di riportarmi indietro me stessa, com’ero prima, prima di non so bene cosa ma prima.

E non ditemi che Babbo Natale non esiste, perché questo vorrebbe dire che sono spacciata!

A tutti voi, tanti auguri di un felice Natale (sempre se è possibile non farsi prendere dai pensieri negativi tra il 24 e il 25 dicembre).

E lo tollererai solo in quanto eccezione, e lo tollererai solo in televisione, lo chiamano gay…e tu pensi ricchione.

Argomento del post: omosessualità. Esatto.

È che oggi abbiamo fatto un’assemblea d’istituto sul tema. E abbiamo guardato un film che ho da un sacco di tempo ma che ancora non mi ero decisa a guardare: Milk.

…santo cielo, credo sia appena diventato uno dei miei film preferiti!

Davvero, se non l’avete guardato fatelo al più presto.

Innanzitutto per il personaggio. Io Harvey Milk non l’avevo mai sentito nominare prima, lo ammetto. E invece adesso il suo nome è subito collegato, nella mia mente, a un uomo – un uomo vero - pieno di coraggio, un uomo che avrebbe avuto tutta la mia stima, un uomo che è stato assassinato ingiustamente (come la maggior parte delle persone che in questo mondo tentano di fare del bene).

Guardatelo anche per il film stesso, che è fedelissimo agli eventi realmente accaduti e che in generale è fatto benissimo, per quanto io possa intendermene di cinema e di realizzazione di un film.

Se siete donne guardatelo anche per gli attori, perché…non vorrei sembrare un’oca, ma…ecco…c’è una montagna di fighi in quel film!! Anche se interpretano dei gay sono comunque arrapanti. :D Che poi alla fine scopri che tutta quella gente è esistita davvero, che sti tipi anche se non erano esattamente uguali agli attori erano comunque molto simili e che alcuni sono ancora vivi, e che sono davvero degli attivisti (vedi Cleve Jones e il suo NAMES Project AIDS Memorial Quilt).

Guardatelo per sconvolgere tutto quello che pensavate sui gay. Cioè, io per esempio facevo molta fatica ad associare l’omosessualità all’amore, e invece in questo film di amore ce n’è veramente un sacco.

E soprattutto guardatelo per rifletterci su. Per riflettere su quanto male hanno subito gli omosessuali e tutte le altre minoranze in quel periodo e in quel luogo e in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Per chiedervi se sia giusto che in 78 Paesi l’omosessualità sia ancora considerata un reato (e in 7 di questi punibile con la morte!), alla vigilia del 2011, quando poi ci vantiamo di essere gli animali più avanzati, gli unici animali con un’anima.

Pazzesco.

L’omosessualità dovrebbe essere vista – perché la è - come una caratteristica qualunque di un essere umano. Neanche dovrebbero servire fior di assemblee e campagne di sensibilizzazione, secondo me, perché queste cose già partono dal presupposto che ci sia qualche problema da risolvere!

E, in ogni caso, “lo tollererai solo in quanto eccezione“, cantava Daniele Silvestri. Ok, ti concedo di essere gay, di essere “un diverso”, purché tu stia nel tuo e non mi ci metta in mezzo.

È un argomento complicato, questo, non ho le parole giuste per parlarne, e non ho ancora opinioni abbastanza solide da esprimere. Ancora non capisco perché tante persone al mondo discriminino altre persone per cose puramente fisiche. Come se io adesso mi mettessi a discriminare le bionde perché le more sono la razza forte. Cioè, non ha senso! L’unica cosa che so è che ogni singolo essere umano ha diritto alla vita e ha diritto alla libertà e ha diritto a tutto quello a cui hanno diritto tutti gli altri, perché o tutti o nessuno.

 

 

Mi chiamo Harvey Milk, e sono qui per reclutarvi tutti!

Ogni tanto mi torna la voglia di scrivere

È che avrei tante di quelle cose da dire.

Potrei raccontarvi, ad esempio, del seguito di quell’intrallazzo amoroso iniziato a Parigi. Intrallazzo rigorosamente unilaterale.

Ecco, oggi forse non è il giorno giusto per parlarne, perché ho…diciamo, più o meno litigato con lui. Si può definire un litigio una scenata in cui lui mi implora di dargli l’accendino per andare a fumare e io rifiuto maldestramente per sembrare determinata a non farmi trattare come una merda secca e lui dice «Dai, ti prego, sto morendo!» e io gli urlo «NON MI INTERESSA! SPERO CHE MUORI!»?

Il fatto è che tanto ci sto male solo io, come lui si è premurato di farmi notare. Sta facendo un po’ lo stronzetto.

Adesso mi sento…non so se avete presente questa sensazione. Quando mi guarda con quell’aria di sfida, di strafottenza, io vorrei…vorrei…GRRRRR! Vorrei fargli male, vorrei farlo sentire male! Ed è frustrante sapere che non ci riuscirò perché lui ha capito di essere più forte e di conseguenza pressoché invincibile, è frustrante rendersi conto che posso mandarlo a fanculo fino ad essere sfinita e a lui non interesserà mai niente. È frustrante volerlo odiare e non esserne capace.

…amore. Bah.