Ma come fanno tutte le altre ad essere sempre così perfette?? Come???
O forse dovrei capovolgere la domanda, e chiedermi come faccio io ad essere sempre così totalmente imperfetta.
Mah…mistero… Ormai mi ci sono abituata. Però mi fa tanta rabbia.
Ma come fanno tutte le altre ad essere sempre così perfette?? Come???
O forse dovrei capovolgere la domanda, e chiedermi come faccio io ad essere sempre così totalmente imperfetta.
Mah…mistero… Ormai mi ci sono abituata. Però mi fa tanta rabbia.
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(ANSA) – ROMA, 28 SET – Prima uno schiaffo, poi gli insulti razzisti in risposta alla richiesta di non fumare sul bus: è successo oggi a Roma a una donna nigeriana. La donna aveva chiesto a due ragazzine di 14 e 15 anni, una italiana l’altra ucraina, di smettere di fumare sull’autobus. Ne è nata una lite, secondo la polizia, durante la quale l’immigrata avrebbe strattonato una delle ragazze. Poi sono arrivati lo schiaffo e gli insulti. La donna e le due ragazze sono scese dal bus e una volante le ha identificate.
Fonte: ANSA
E questo sarebbe il futuro? Bella roba.
Due bambinette che menano una donna. Dove andremo mai a finire…
Sono veramente senza parole.
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Alla fine è tutta invidia.
Free Interpretation
Premettendo che le ore di francese stanno diventando sempre più una tortura, e che il francese lo sapevo parlare 1000 volte meglio tre anni fa quando ero ancora una débutante, e che la prof di francese in prima mi ha preso in simpatia (forse perché sono la più piccolina della classe) e mi sta abbastanza addosso (abbastanza = taaaanto, però in compenso tutto quello che dico per lei è oro colato). Premettendo che mio malgrado frequento una delle 24 scuole in Italia con l’OIF (Option Internationale Française) e finite le superiori teoricamente potrei andare a studiare anche alla Sorbona senza problemi (ovviamente se mi prendono), ma che alla fine me ne rimarrò in Italia.
Insomma…premettendo tutte queste cose, alcune delle quali potevo anche risparmiarvi, quello che volevo dirvi con questo post è che a scuola abbiamo letto una poesia bellissima. Letto e analizzato, e mi è bastato risvegliarmi solo per una mezzoretta dal torpore per rendermi conto, mentre la prof snocciolava i suoi paroloni sulla poesia, di quanto fosse bella. Un merito glielo devo riconoscere, però, alla mia prof: che ci fa respirare le sonorità del francese fino a rendersi ridicola. Sul momento rido – e come potrebbe essere altrimenti?? – ma effettivamente dovrei considerarla una cosa buona.
Comunque. La poesia. L’autore è Paul Verlaine. Quando l’ha scritta era in prigione, per aver sparato un colpo a Rimbaud, e probabilmente stava guardando fuori dalla finestra, in alto. E guardando, proprio come succede spesso a me, si mette a riflettere.
Non so quanti anni avesse lui, ma io già a 16 anni mi ci immedesimo un casino. Anche se non posso ancora dire di aver sprecato del tutto la giovinezza…non ancora.
Be be… Dopo tutte queste parole inutili di cui avrete capito poco o niente…vi posto la poesia. Spero che capiate il francese, se no poi ve la tradurrò, anche se ovviamente poi non è più la stessa cosa.
Le ciel est, par-dessus le toit,
Si bleu, si calme!
Un arbre, par-dessus le toit,
Berce sa palme.La cloche, dans le ciel qu’on voit,
Doucement tinte.
Un oiseau sur l’arbre qu’on voit
Chante sa plainte.Mon Dieu, mon Dieu, la vie est là,
Simple et tranquille.
Cette paisible rumeur-là
Vient de la ville.Qu’as-tu fait, ô toi que voilà
Pleurant sans cesse,
Dis, qu’as-tu fait, toi que voilà,
De ta jeunesse?
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È frustrante mettere come titolo di un mio post il titolo di una canzone di Selena Gomez (almeno credo). Ma è la prima cosa che mi è venuta in mente.
Perché… Non so se vi è mai successo… A me capita spesso che quando sono sicura almeno sul fatto che mi piaccia una determinata persona (proprio quella e nessun’altra) mi sento un po’ più sicura anche sul resto. Mi viene da dire: Ooooh finalmente un punto fermo a cui attaccarmi!
E invece…
Va be, va be, ormai intanto che ci sono vi racconto qualcosina in sintesi. In pratica da una parte c’è il mio ex (sì, sempre il solito, il mio unico ragazzo con cui ho avuto una “storia” di due mesi a 14 anni, cosa infantile ma lui ancora mi piace!) e dall’altra…special guest…un mio compagno di classe (che è arrivato da Roma a gennaio scorso, lo stesso giorno in cui ha incominciato a piacermi, dopodiché per caso è diventato mio compagno di banco e da lì giorno per giorno ho scoperto quanto mi piacesse per davvero e non solo per il colpo di fulmine).
Del primo mi piace… la sua sicurezza, il fatto che sappia farmi stare bene. Anche se è presuntuoso, egoista, prepotente, permaloso e anche bruttino. Non so come, ma di lui mi sono davvero innamorata, e non lo dico così per dire. Lo so cosa significa, vi assicuro.
Del secondo mi piace… innanzitutto il suo fisico (non sarà muscoloso ma ha un viso bellissimo), la sua parlata (l’accento romano è indiscutibilmente sexy), mi piace che legga libri e che anche se in classe fa tutto meno che stare attento dopo tutto non sia un completo scimmione, mi piace perché è spiritoso… e poi ha un sorriso stupendo. Non ne ho mai visto uno più bello (o forse sì, ma non me lo ricordo). È…radioso, capite? Ed è proprio quello che oggi, dopo tre mesi in cui credevo di non averci pensato più, mi ha fatto venire un dubbio. Perché quel sorriso mi fa venire voglia di sorridere anche se sto tre metri sotto terra. Il problema è che lui non crede nelle mie stesse cose, e siccome solo nei film si vive d’amore per me anche quello conta. È un ostacolo abbastanza pesante.
Ma perché nella cosiddetta fase adolescenziale si dev’essere sempre così indecisi? O forse sono io? No, probabilmente è così un po’ per tutti. Con l’unica differenza che gli altri combinano e io no. Niente. Nothing. Nada de nada. La mia completa imbranataggine è internazionale. Non combinerò mai nulla, se non nella mia mente.
Però…però io sono stufa di sognare e basta.
A me piace andare in pullman.
Anche se a volte i pullman sono strapieni tanto che neanche si riesce a timbrare il biglietto, e io ho una specie di fobia del contatto fisico (non per davvero, è una cosa di carattere, però posso dire che le uniche volte che sono stata sicura di me stessa ero con gli amici dell’ospedale… ma qui poi finiamo un attimino su altre reti).
Anche se odio tutti quegli odori forti concentrati.
Anche se c’è gente che ti guarda male al minimo movimento.
Anche se tutti corrono a prendere il posto singolo vicino all’uscita (chissà poi perché… dev’essere per lo stesso motivo per cui nelle sale d’attesa chi si siede lascia sempre un posto vuoto tra sé e gli altri) e chi alla fine se lo becca viene fulminato per tutta la corsa.
Anche se i pullman sono perennemente in ritardo.
Anche se nei mezzi pubblici i germi si moltiplicano (e tutti ultimamente vanno in giro con l’Amuchina Gel per paura dell’influenza suina, che gran cagata, come se l’Amuchina gli evitasse di prendersela). Ma dico io… Al diavolo l’influenza suina.
A me piace andare in pullman. Solo che se appena appena non piove sono costretta ad andare a scuola in bici, perché ovviamente i miei non capirebbero mai la necessità di pagare il biglietto solo per un mio sfizio.
Così quando mi sveglio la mattina e piove sono contenta. Cioè no… di solito se piove è perché sono di cattivo umore, però sapere che ho un motivo per andare in pullman mi rallegra un tantino.
Ma perché mai?
Forse perché tra la gente sui pullman ogni tanto capita un ragazzo…ma non figo, proprio bello, e posso stare lì a fissarlo quanto ne ho voglia, tanto poi chi lo vede più (salvo poi scoprire che sta nella classe proprio accanto alla mia, il che non è ancora mai successo, ma non si sa mai).
Forse perché in fondo ascoltare i discorsi ridicoli e patetici che fanno certe ragazze mi fa ridere.
Forse perché una delle mie attività preferite è osservare, e non c’è niente di meglio che farsi un giro per la città, in piedi o seduta ma comunque ferma al mio posto, per guardarmi intorno, fare un po’…la trainspotter, come dico sempre io, guardare la vita che scorre.
Forse perché non ho voglia di fare fatica quindi preferisco salire su un mezzo e non pensare più alla strada finché esso non mi avrà portato a destinazione.
Forse perché ho la mente bacata. Sì, anche questo ha una sua logica. Non ho mai nascosto di essere strana, a volte non mi capisco neanch’io.
No, forse ho capito perché. Io ne ho bisogno. Ho bisogno di avere una pausa tra casa e scuola, un attimo di respiro, perché sia a casa che a scuola vedo cose che mi danno pensieri troppo negativi. Ho bisogno di rimanere per venti minuti sola con me stessa, sola con la mia musica, sola con i rumori che ho intorno, sola anche se tra tante persone che magari mi fissano ma a cui non devo niente. Sola in una zona neutrale dove i miei problemi non sono più così urgenti, visto che devono aspettare perlomeno la fine della corsa.
Dai ma sono proprio così anormale??
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Io non lo guardo Quelli che il calcio, però ho letto la notizia su Yahoo!.
In pratica i Muse erano ospiti alla trasmissione, e se l’erano un po’ presa a male perché la produzione li aveva costretti ad esibirsi in playback. Così loro cos’hanno fatto? Hanno pensato bene di fare uno scherzone a tutti, scambiando il batterista e il cantante tra loro: in questo modo Matthew Bellamy era alla batteria e la “suonava” con moooolta enfasi (e trattenendo a stento le risate), mentre Dominic Howard è stato intervistato dalla Ventura che senza accorgersi di nulla ha creduto che lui fosse il cantante dall’inizio alla fine. Il bello è che nessuno, ma dico nessuno, se n’è accorto in studio!! Cazzo sono abbastanza diversi, bastava che uno sapesse un minimo riconoscere i lineamenti…ma niente. E così i tre hanno portato avanti questa scenetta impassibili! Mamma mia…
Però dai non li facevo così i burloni i Muse!!! xD
Credo di aver già detto da qualche parte che odio la tecnologia. Cioè, no, non la odio a dire il vero, anzi me la cavo anche bene. Però certe volte mi viene voglia di frantumare tutti i computer & affiliati che ho in casa e fare una vita più semplice. Ecco, perché la tecnologia ha il potere di farti perdere, letteralmente.
Ma c’è ancora qualcosa per cui vale la pena avere un computer e una connessione Internet: una di queste sono i comici del Web. Prendete il buon vecchio YouTube (vecchio sì, buono mica sempre): tra milioni di video, basta trovare quelli giusti per farsi una risata nei momenti tristi. Il fatto è che ci sono ragazzi che meritano per davvero, fighi o non fighi.
Voglio postare il mio video preferito (anche se è davvero difficile sceglierne solo uno) di tre “fenomeni” che ho scoperto già da un po’. In realtà credo che non ci sia neanche bisogno di parlarne, visto che uno sta per finire in TV (o forse già ci è finito, non lo so) e gli altri due sono sull’ultimo numero di Top Girl (che io non ho preso, ma ho letto la pagina scannerizzata).
Lui è un ragazzo di… no, non lo so di dov’è… ^_^’ Però so che il suo forte sono gli scherzi telefonici. Scherzi veri, non gli scherzetti stupidi che fai a dodici anni. I suoi scherzi ti fanno piegare in due dalle risate, perché dall’altra parte del telefono c’è gente che ci rimane proprio di merda!
Questa la so! Loro sono di Torino! Loro perché stavolta sono due, Matteo (Matt) e Luca (H). I loro video sono perlopiù delle reinterpretazioni di canzoni famose. E vi assicuro che molto spesso sono meglio loro delle versioni originali!
Anche questa la so: lui è di Roma! Nei suoi video mostra delle scene di vita…più o meno reale in cui tutti i personaggi sono interpretati da lui con vari travestimenti. E fa scompisciare, perché tutti almeno una volta ci siamo trovati nelle situazioni che descrive!
Ma come si fa ad essere così geniali???
Be… è bello sapere che là fuori c’è ancora qualcuno che, magari anche facendo un po’ l’idiota, ha voglia di far sorridere le persone… Grazie grazie grazie!!! =)
PS: Anch’io voglio essere come loro da grande!! xD
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This is just an ordinary day… [Se ci riuscite immaginatevi me che canto Ordinary Day di Dolores O' Riordan. Ce l'avete presente, sì?]
Perché oggi è stato il primo giorno di scuola per me. E tutti sono un po’ cambiati. Ma tutti alla fine siamo sempre gli stessi.
Dalle cose più stupide come i ritardi alle varie falsità e fatti del genere in classe, credo che quest’anno sarà esattamente come tutti gli altri, almeno per quanto mi riguarda. Sarò pessimista, sì, ma – concedetemelo – anche un po’ realista.
Non ho voglia di dire altro, finirei solo per piangermi addosso ed è da un bel po’ che mi sono ripromessa di non farlo più, soprattutto pubblicamente. Spero di riuscire a rimanere di umore buono abbastanza per sopportare tutti i casini che ci saranno quest’anno, e ricacciare indietro tutte le lacrime che quasi ogni giorno, alla campanella della sesta ora, mi verrà voglia di far uscire.
Non esagero. Io mi sento veramente anomala quando vado a scuola. Sarà per il busto che mi impedisce di essere una normale sedicenne a tutti gli effetti, sarà perché ormai non si capisce se nella testa di certe persone ci sia qualcosa o se siano tutte zucche vuote. Non lo so…
E poi quest’anno…cioè, cavoli, vi rendete conto che il primo giorno della quarta già ci hanno dato delle fotocopie delle prove di maturità degli anni scorsi per prepararci? Che ansiaaaaa… La nostra maturità è anche più difficile, perché un pezzo dell’orale è in francese, e non si sa ancora bene come sarà visto che è un indirizzo sperimentale e ancora poco diffuso in Italia.
Mamma mia… Ma avete mai sentito qualcuno lamentarsi quanto me già dal primo giorno di scuola??? o_O
No ma dai… Alla fine la scuola mi occupa le giornate, quando finirà sono sicura che mi mancherà (soprattutto vedendo la situazione in casa, quella sì che va male)…
Inserito in ATTENZIONE! Altamente depressivo.
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Porca paletta! Già più di 1000???
Ok, ok, non montiamoci la testa, 1000 non sono tanti. Però insomma…ci sono sempre tre zeri!!